RISPONDE PIETRO GARGANO Caro Pietro, leggo con piacere che, grazie alle oltre mille firme di pazienti e di associazioni femminili, sono stati raccolti gli appelli per spostare la «statua della disperazione» dinanzi all'ospedale Pascale. Il fatto costituisce un utile precedente per intraprendere un'iniziativa analoga. Mi riferisco all'orrenda, tetra e assurda statua di Madre Teresa di Calcutta nello slargo di via Tasso all'incrocio con via Aniello Falcone; una sistemazione avvenuta, tra l'altro, con una procedura discutibile. Le proteste, in questo caso, non partono da considerazioni di pietà, ma solo da giudizi di carattere estetico, dalla non fedele raffigurazione di Madre Teresa e dal fatto che esiste una immediata e possibile sua collocazione nel cortile della vicina chiesa di via Tasso, soluzione da più parti suggerita e auspicata dalla stessa Soprintendenza. Tanto più che proprio da quella chiesa partì l'iniziativa dell'installazione. Raffaele Aragona - NAPOLI Sono in lotta col cancro da diciannove anni, in qualità di medico-paziente. Ho partecipato qualche anno fa al tentativo di far rimuovere la «statua del dolore» al Pascale sia agendo in proprio sia affiancando il comitato all'epoca costituitosi. Senza nulla togliere alla bellezza dell'opera del maestro Tammaro vorrei per l'ennesima volta ribadire quanto inopportuna sia stata la sua collocazione nel piazzale del Pascale dove chi come me in entrata e in uscita dal day hospital è stato costretto ad aggiungere alla propria annosa angoscia (l'ammalato di cancro la porta con sé fno alla fine anche se fa finta di niente) anche quella suscitata da quella disperata visione. Il grande maestro Tammaro ha tutta la mia ammirazione e il mio rispetto ma penso che la sua opera farà più bella mostra di sé e susciterà sentimenti meno angoscianti se esposta in un museo o meglio ancora nell'emiciclo del cimitero di Poggioreale dove l'angoscia e il dolore sono di casa. La mia riprovazione va invece alle autorità cittadine che troppo a lungo sono rimaste sorde alla richiesta più che legittima di chi è costretto a recarsi in quell'ospedale e lo fa con la recondita speranza che il suo caso non rientri fra quelli che portano a una fine fatta di sofferenza e spesso di profonde mortificazioni. Sono sicuro che se l'assessore Gambardella, il presidente della municipalità Coppeto e la signora sindaco Iervolino avessero valicato quella soglia per una sola volta per accertare la benignità o la malignità di un noduletto improvvisamente scoperto, sarebbero stati subito d'accordo con me su dove collocare quella statua che rimane pur sempre un'apprezzabilissima opera d'arte. Al posto suo ci starebbe proprio bene una bella aiuola sempre fiorita. Approfitto per ringraziare il personale medico e paramedico del day hospital per la professionalità e umanità che quotidianamente offrono ai loro pazienti. Enzo D'Ambrosio - NAPOLI Il trasloco della «statua della disperazione» è dovuto al fatto che chi deve guarire ha bisogno di stimoli alla speranza, come ben spiega nella sua accorata lettera il dottor D'Ambrosio, e non di simboli che gli ricordino il dolore e la pena. Al medico-paziente i migliori auguri: egli ben se sa, per professione e per esperienza diretta. come quella malattia, pur grave, sia guaribile, anche se purtroppo si continua a ricorrera a quella definizione, «male inguaribile», che è menzognera e aggiunge angoscia all'angoscia. Le statistiche più recenti dimostrano che le percentuali di successo sono oggi ben più alte, grazie alle terapie rese possibili dalle nuove ricerche. È diverso però il discorso basato soltanto sull'estetica, caro Lello. Penso che la decisione sulla statua di Madre Teresa vada strettamente legato proprio alla pietà della gente: se c'è, rimanga pure. L'Italia è costellata di statue di Padre Pio, quasi tutte uguali e brutte, e a nessuno viene in mente di rimuoverle.
CAMPANIA - NAPOLI C'è un'altra statua da rimuovere subito
Un gruppo di pazienti e associazioni femminili hanno raccolto oltre mille firme per spostare la statua della disperazione dinanzi all'ospedale Pascale. La statua è stata installata in un luogo che molti ritengono inopportuno, poiché è vicino all'ingresso e uscita del day hospital, dove i pazienti con cancro sono costretti a recarsi. Alcuni hanno proposto di spostarla in un museo o in un cimitero, dove potrebbe avere un impatto meno angoscioso. Le autorità cittadine hanno ricevuto molte proteste, ma non hanno ancora preso una decisione. Alcuni hanno anche proposto di sostituire la statua con una aiuola fiorita.
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