Mancano ancora piano strutturale e regolamento edilizio. I privati vogliono farci almeno 200 appartamenti Deve essere determinato il prezzo dopo il cambio di destinazione -------------------------------------------------------------------------------- Manifattura Tabacchi, la Spa che comprende i costruttori privati ha presentato al Comune un progetto per almeno 200 appartamenti, più uffici e negozi nella parte retrostante che guarda via Boito. Ma il futuro della ex manifattura delle Cascine rischia di essere «congelato» per un anno: Palazzo Vecchio deve ancora dare lultimo sì al piano strutturale e, prima di aprire la pratica della Manifattura, intende approvare anche il nuovo regolamento edilizio. Un iter che richiederà, si stima, almeno lintero 2008. La società proprietaria è la «Manifattura Tabacchi Spa», controllata per il 50 per cento da Fintecna, emanazione del ministero del tesoro, e per laltro 50 per cento da Baldassini-Tognozzi-Pontello, dallImmobiliare Lombarda che fa capo al patron di Fondiaria-Sai Salvatore Ligresti e dal Consorzio Etruria aderente alle Lega toscana delle coop. E la proposta presentata allassessore allurbanistica Gianni Biagi («conforme al Piano strutturale», si tiene a precisare da parte dei proprietari) è ancora chiusa sotto chiave nei cassetti del suo ufficio. A quanto pare però, la Spa avrebbe proposto a Palazzo Vecchio di utilizzare la metà del complesso per gli appartamenti e gli uffici da collocare poi sul mercato, prevedendo di vendere laltra metà allamministrazione comunale, intenzionata a trasferire negli edifici monumentali (e vincolati dalla soprintendenza) risalenti allepoca del Ventennio, gli uffici delledilizia e dellurbanistica oggi ospitati nello stabile in affitto di via Andrea del Castagno. Dovè che il Comune troverà i soldi? Con gli investimenti impegnati in gran parte per il completamento della linea 1 della tramvia, a Palazzo Vecchio non resta che uno scambio immobiliare. La cessione cioè di alcune proprietà. Prima di tutto però si dovrà determinare il prezzo e, ai 70 milioni di euro pagati un paio danni fa per lacquisto del complesso delle Cascine, si dovrà anche aggiungere la valorizzazione derivante dal cambio di destinazione per unarea che, al momento, è classificata nelle mappe urbanistiche quasi per intero sotto la voce «attrezzature pubbliche». Cioè non ancora residenziale e commerciale. Tutto questo però, compresa la trattativa vera e propria tra la Spa proprietaria e lamministrazione, non si potrà fare prima della fine dellanno. Allinizio lassessore Biagi aveva accarezzato lidea di accelerare il progetto ricorrendo ad una variante al vecchio piano regolatore Vittorini. Lidea è stata però giudicata una scorciatoia poco feconda. E alla fine è prevalso lorientamento di seguire la normale procedura: approvazione finale del Piano strutturale e conseguente regolamento edilizio. Col rischio però di dover rinviare la definizione del progetto Manifattura al futuro, probabilmente alla nuova giunta e al nuovo sindaco della città che salterà fuori dalle elezioni comunali in programma per la primavera 2009.