La denuncia dellurbanista: "Che fine farà la costruzione fra via Putignani e Calefati?" Il caso: nelle scorse settimane in via Melo è stato buttato giù un edificio del 1813 laccusa Mi chiedo chi abbia mai potuto autorizzare in Municipio labbattimento di un manufatto antico come il cuore del capoluogo. E la Soprintendenza? i precedenti Negli anni 50 e 60, durante il boom, la città è stata sventrata completamente ed è stata spazzata via la memoria storica delle architetture -------------------------------------------------------------------------------- E ora nellisolato tra le vie Calefati, Melo, Putignani, e Argiro un ancor più rilevante palazzo degli anni 1820, pare in ristrutturazione su un modello che temiamo possa esser quello delloltraggio fatto due o tre anni fa allaltro bel palazzo disegnato da Luigi Castellucci sul "corso Ferdinandeo" per la nobile famiglia bitontina dei Ferrara; sempre sulla via Melo in angolo con la via Prospero Petroni, poco più a Sud, qualche mese fa è stato distrutto un altro vecchio edificio, pur esso di rilevanza storica malgrado le pesanti ristrutturazioni e le incurie del secolo XX; al posto dei palazzi distrutti e 'valorizzati può presumersi sorgeranno due condomini di discutibile qualità con "appartamenti e negozi", simili ai tanti altri che tanto danno hanno recato alla città storica. La via Melo il cui nome ricorda invece un eroe delle virtù civiche baresi nel medioevo, un campione della libertà 'borghese di Bari dai signori feudali è solo apparentemente jellata: si tratta infatti di una delle vie del Murattiano che registrano i più alti valori e prezzi immobiliari, terra di banche e di boutique di griffe e di appartamenti esclusivi, sia pure in un contesto urbano ormai in declino inarrestabile per chi osservi senza ingenuità e provincialismo situazioni e tendenze, per chi non voglia esser vittima della sindrome del morto che non sa desserlo bollata da Cervantes nel Don Quijote. A esser protagonisti o partecipi della deprecabile urbanistica e architettura sopra annotata sono non a caso grandi developers (volgarmente, costruttori), finanziarie, e banche del circuito locale. Ci si chiede: chi nel Comune ha concesso i permessi di costruire? Dovè la Soprintendenza per la Puglia del Ministero dei Beni Culturali? Dovè la Regione Puglia, che dice di voler proteggere il paesaggio pugliese in modo diverso dal passato? Del piano approvato da Murat, la scacchiera il cui tracciato resiste meglio in forza di quella "legge di persistenza del piano" che fu enunciata dal Lavedan e i pochi palazzi neoclassici in essa superstiti sono testimonianze importanti di storia e di alta qualità della società civile e della sua politica e cultura e dunque non solo dellurbanistica e dellarchitettura in una fase cruciale della 'modernizzazione Europea. Negli anni 1950 e 1960 la consapevolezza in Italia e evidentemente in Bari ancor più dei valori paesaggistici e ambientali era purtroppo assai limitata ma negli anni seguenti quelle distruzioni si sono tematizzate e criticate, tanto che nessuna scusa potrà invocarsi per responsabili e distratti. Daltra parte, lo sventramento e laccerchiamento della città della tradizione in Puglia per malaccortamente sostituirla e integrarla con unedilizia amorfa che non è neppure lecito definire architettura non caratterizza solo la capitale della Puglia, che pure dovrebbe come si dice dare il buon esempio piuttosto che quello cattivo. Si fermi dunque questo scempio rinnovato, anche con mezzi estremi. Per Bari si potrebbero revocare con misure di autotutela i permessi rilasciati, il Ministero dei Beni Culturali per mezzo della locale Soprintendenza potrebbe assoggettare lintera scacchiera Murattiana e i suoi edifici di interesse storico almeno quelli costruiti in epoca precedente il 1860 al regime di tutela tipico delle cosiddette "zone A" ("di centro storico") della legge urbanistica nazionale, e infine Regione Puglia, che ha competenza per la coerenza dei piani urbanistici con la legislazione nazionale e in primis con le proprie leggi in materia, potrebbe e dovrebbe verificare quanto sta avvenendo in Bari e nelle altre città di Puglia in tema di mancato rispetto di precetti essenziali della buona pratica della costruzione contemporanea della città e di degrado crescente del paesaggio e dellambiente.