Sono apparse sulla stampa cittadina alcune considerazioni in merito al successo e alla paventata ripetizione di "Visto e comPrato". Italia Nostra intende precisare alcune questioni sullo svolgimento di eventi commerciali come questo nel centro storico. Nelle note pubblicate sono apparse tante lodi e nessun dubbio. Noi solleviamo oggi alcune perplessità. Non siamo intervenuti subito per rimandare le nostre osservazioni ad un momento più sereno, poiché, pur condividendo alcune delle finalità del progetto, crediamo che molti dubbi ci siano nel metodo. Le piazze Duomo e San Francesco sono rimaste nascoste per troppo tempo, anche perché ben una decina di giorni sono stati necessari per montare le strutture e tre per smontarle. Strutture molto pesanti e ingombranti, che di fatto cicondavano, nascondendola, ad esempio in piazza Duomo la fontana detta del Papero. L'aspetto monumentale delle piazze era nascosto, nessun rispetto nemmeno per il Duomo. Stesso destino di invisibilità è capitato pure alla piazza S. Francesco e alla austera facciata della omonima Chiesa. Piazza Duomo è stata trasformata in un cantiere per troppi giorni. Momenti appesantiti anche dal traffico pesante che passava in mezzo al cantiere. Tutti gli autobus e i camion diretti in via Garibaldi e nel Corso Mazzoni erano costretti a passare in mezzo a questo cantiere a causa dei lavori concomitanti di ripavimentazione di piazza Duomo. Autobus, camion e troppe auto crevano adirittura in certi momenti file e piccoli ingorghi, questo in una zona pedonale che l'iniziativa in oggetto tendeva a valorizzare. Meno male che non si è verificata la frequente abitudine di chiudere il cantiere in ritardo, ma si è scongiurato il caos che si sarebbe verificato con un possibile ritardo che avrebbe accavallato l'apertura della fiera con i lavori da ultimare. Speriamo che questa provvidenziale fretta non abbia causato lavori frettolosi e malfatti. Crediamo che specialmente dopo la circolare del Ministro per i beni culturali Rutelli a proposito della liberazione delle piazze storiche e monumentali d'Italia, una attenzione maggiore al patrimonio paesaggistico del centro andava posta anche a Prato per questa occasione, evitando ad esempio di oscurare alla vista questi complessi, anche se per poco tempo. Ma durante un ponte, quando sarebbe invece necessaria la valorizzazione dei luoghi per i turisti, nasconderne la fruibilità nell'interezza del disegno architettonico, è un danno alla città. Creare un ennesimo (anche se provvisorio) centro commerciale, con gallerie riscaldate ed illuminate con sfarzo, oltre che provocare un grande consumo energetico, non crediamo dia un grande contributo al centro. Personalmente credo che i 50.000 visitatori stimati per quei giorni non siano molti di più di quelli che abitualmente invadono il centro in questi giorni di punta. Invitiamo a riflettere se questi tendoni. Le attività in esso contenute, creavano momenti di valorizzazione o di distrazione da quella che è la normale offerta commerciale dei negozi e delle attività del centro? Osserviamo che molte delle "vetrine" proposte in questo centro commerciale ambulante erano di aree lontane, non legate pertanto a prodotti della nostra area, talune, forse troppe neanche al biologico. Riteniamo importante, trovare a queste manifestazioni mercantili collocazioni più idonee. Riteniamo che per eventuali prossime edizioni siano da trovare: un maggior coinvolgimento delle aziende locali, una maggiore esposizione di aziende del territorio, accorciando così la filiera, permettere una maggiore sinergia tra produzione e consumo, valorizzare al contempo le aziende ecologiche e biologiche. Riteniamo, sempre nel caso non si riesca ad usare strutture leggere e meno invasive (come viene fatto in altre occasioni) che sia necessario pensare seriamente ad altre piazze, una per tutte piazza Mercatale. Una piazza che, come dice il suo nome, ha sempre avuto questa vocazione, e potrebbe dare un grande contributo al centro storico. (presidente "Italia Nostra" sezione di Prato