Basta un clic per sfogliare online il catalogo clandestino dei reperti trafugati a Baghdad e decidere se acquistarli. È la nuova frontiera del mercato nero dell'arte. Ultimi sorvegliati speciali degli investigatori italiani sono alcuni siti internet, allestiti con sorprendente iniziativa imprenditoriale in Siria e Giordania. Sulle pagine web scorrono foto e descrizioni di reperti trafugati al museo della capitale irachena o frutto di scavi clandestini nell'area archeologica intorno a Baghdad. I ladri, disperati e impreparati, hanno saccheggiato senza alcun criterio frammenti di ogni tipo, rivendendo per pochi dollari quegli oggetti che esperti mercanti d'arte rivendono a mille volte di più. Il contatto tra il venditore e l'acquirente avviene on-line, si sceglie l'oggetto in un lungo catalogo in continuo aggiornamento e si parte per il Medio Oriente. Pagamento in contanti sul posto. La destinazione può essere direttamente la galleria privata dell'appassionato o venire smistata nei canali collaudati del mercato nero. Porto franco di decantazione, in genere, è la Svizzera, dove si «raffreddano» i pezzi che scottano, soprattutto quelli trafugati in Italia e destinati al commercio extraeuropeo. Una moda recente, quella dell'arte orientale e medlorentale, che di rado interessa il mercato ufficiale italiano. «Da noi si preferiscono ancora opere d'arte o archeologiche italiane» dice a Panorama Giovanni Pratesi, presidente dell'Associazione antiquari italiani «mentre le opere khmer, indiane e tibetane sono più richieste sul mercato anglosassone, in omaggio alla loro storia coloniale». «La Gran Bretagna è uno dei terminali privilegiati nelle rotte dei beni d'arte e per l'archeologia» conferma a Panorama il colonnello Giovanni Pastore, vicecomandante dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. «Importanti destinazioni sono anche gli Stati Uniti, il Giappone e l'Australia. Senza dimenticare che le rotte sono tracciate dai grandi collezionisti: condizionano il mercato clandestino». Ma se il mercato antiquario ufficiale si disinteressa dell'Oriente, non così sembra essere per quello illegale. In Sardegna i carabinieri hanno recentemente recuperato, in un negozio, alcune tavolette in argilla con incisioni accadiche dell'area mesopotamica, datate fra il 2300 e il 1700 a.C. Erano state rubate proprio in Iraq e il loro prezzo si aggirava sui 1.200 euro a tavoletta, Non solo di tesori italiani destinati all'estero si occupano i carabinieri, impegnati a rintracciare tombaroli inesperti o ladri raffinati, capaci di far arrivare i nostri capolavori dall'altra parte del pianeta. E' il caso dei bassorilievi di un sarcofago asportati dalla basilica di San Saba a Roma, recuperati in Giappone: o dello splendido piatto d'oro ellenistica del IV secolo a.C. rubato e Palermo e ritrovato nella casa di un collezionista miliardario di New York. Recuperi di opere d'arte guidati a volte dal caso: come quando nel 2001 nella necropoli etrusca di Cerveteri i carabinieri che accompagnavano una troupe televisiva francese scoprirono per caso una banda di tombaroli nascosti nel sottosuolo. Negli anni scorsi i detective a caccia di tesori importati illegalmente in Italia dovevano occuparsi soprattutto di oggetti sacri provenienti dall'ex Unione Sovietica e dagli altri paesi dell'Est Europeo. Oggi si devono specializzare nelle culture mediorientali. Impresa non impossibile per il primo reparto al mondo creato, trent'anni fa, proprio per la difesa del patrimonio artistico. Il ministero italiano dei Beni culturali ha compilato il catalogo completo dei 3 mila reperti che erano custoditi nel museo di Baghdad. Oggi quell'elenco, disponibile sui siti web del ministero e dei carabinieri, è stato fatto proprio dall'Unesco e dall'Fbi americana. L'interesse dei collezionisti senza scrupolo per vasi, statue e avori cinesi ha fatto sì che tra le autorità di Pechino e il nostro ministero dei Beni culturali si avviasse una collaborazione. Che ha già dato i suoi frutti con altri paesi del Sud America, dove da tempo i carabinieri tengono periodici corsi di preparazione a magistrati e poliziotti locali per sconfiggerò anche i tombaroli d'oltreoceano.