Quando il Trittico di San Domenico arrivò nel 1811 a Brera aveva già perso la sua bellezza originale. Dipinto sul finir del Quattrocento per il convento di San Domenico a Camerino dal veneziano Carlo Crivelli, pittore geniale e solitario, l'opera giunse a Milano già smembrata. Oggi questa tempera su tavola sta tornando al suo antico splendore grazie al restauro del dipinto e della cornice: lo sta ultimando in questi giorni Barbara Ferriani, nel suo laboratorio milanese di via Vettabbia, nel corso di un intervento promosso da Intesa San Paolo per la riscoperta di capolavori di proprietà di grandi musei italiani. Il Trittico di San Domenico, finalmente ripulito, tornerà a Brera dopo una tappa a Vicenza in una mostra che illustra tutti i 23 laboratori di restauro finanziati dall'istituto di credito nell'ambito di una campagna biennale di tutela del patrimonio artistico del nostro Paese (Restituzioni 2008, Gallerie di Palazzo Leoni Montanari dal 29 marzo al 29 giugno). Il restauro di Barbara Ferriani permette di apprezzare la raffinatezza della pittura del Crivelli, ma è la doratura originale, ritrovata dalla restauratrice quasi intatta sotto una stesura ottocentesca, la vera sorpresa di quest'opera, un capolavoro rinascimentale in cui la Madonna con Bambino, vestita di un elegante manto broccato, è assisa in trono attorniata da San Domenico e San Paolo a sinistra, a destra San Venanzio e San Pietro Martire. «La pittura di Crivelli non è provinciale - spiega il critico Carlo Bertelli, nel comitato scientifico del progetto Restituzioni -: in questo trittico c'è un accanimento di ricerca tecnica». Le chiavi di legno di San Pietro e il cammeo di gemme della Madonna sono infatti inseriti in modo del tutto innovativo - quasi come in un quadro pop ante litteram - nell'opera il cui restauro è stato necessario, come spiega Emanuela Daffra, della Soprintendenza dei Beni Artistici e Storici di Milano, perché la pellicola pittorica si stava sollevando dalle assi di legno di supporto. Al termine dei lavori, il Trittico del Crivelli tornerà nelle sale di Brera dove esiste una collezione delle sue opere seconda solo alla National Gallery di Londra.