Per sette anni e mezzo ha considerato Milano come un gigantesco parco archeologico. Ora Carla Di Francesco, direttrice regionale ai Beni culturali, lascia l'incarico. Andrà a Roma, promossa direttore generale del ministero alla Qualità e tutela del paesaggio per l'architettura e l'arte contemporanea. L'intervista che ha rilasciato qualche giorno fa a un quotidiano è una sorta di outing: la sovrintendente se la prende con i grattacieli di Citylife in Fiera, con il progetto di Garibaldi-Repubblica, coi parcheggi, in particolare quelli progettati (e ancora fermi) in Darsena e a Sant'Ambrogio. Insomma, se la prende con tutto ciò che di nuovo verrà in questa città. Per forza, direte voi, è un'archeologa... Già, un'archeologa che in questo ultimo anno e mezzo ha "sguazzato" coi suoi uomini nei cantieri di mezza città, approfittando proprio dei tanti progetti messi in pista dall'amministrazione comunale e dagli investitori privati. Bastava un muro di mattoni, qualche sasso e la frittata era fatta; cantiere bloccato per mesi e buonanotte al rispetto dei tempi di realizzazione. Un esempio? Quello proprio della Darsena, dove in mesi di indagini sono saltati fuori un muretto preso persino di mira da un graffitaro e un pezzo di piattaforma lignea del Quattrocento. Un altro? Quello di piazza Meda, in pieno centro, dove le lungaggini delle ispezioni archeologiche suscitarono polemiche e anche un'indagine da parte di Palazzo Marino. «Milano, rispetto ad altre città, è quella che ha meno coscienza e rispetto del suo grande passato urbano e monumentale» dice la Di Francesco. La verità è che a Milano ci sono troppe persone che, come lei, non vogliono che questa diventi una città più moderna, funzionale e meno stressante per chi ci vive e lavora.
Milano. La sovrintendente che non amava la città del futuro
Carla Di Francesco, direttrice regionale ai Beni culturali, lascia l'incarico dopo sette anni e mezzo. Promossa direttore generale del ministero alla Qualità e tutela del paesaggio per l'architettura e l'arte contemporanea, andrà a Roma. In un'intervista, ha criticato i progetti di Milano, come il progetto di Garibaldi-Repubblica e i parcheggi in Darsena e a Sant'Ambrogio, che considera dannosi per l'archeologia e la storia della città. Ha anche criticato la mancanza di rispetto per il passato urbano e monumentale di Milano.
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