Dopo lacquisto di 740 ettari della Spa di Bologna, parla lassessore allUrbanistica Morassut: "Tra Tiburtina e Nomentana paesaggi da tutelare" -------------------------------------------------------------------------------- Assessore Morassut, una Spa di Bologna ha comprato 740 ettari di campagna romana, tra la Tiburtina, la Nomentana e il Gra. Non solo. Si parla anche di interessi di grandi costruttori come Bonifaci e i Toti su terreni di Cinquina e della Salaria-Tiburtina. Insomma una specie di assedio al verde lasciato dal piano regolatore. «La compravendita di aree, edificabili e non, è una costante della storia urbanistica della Capitale» Ma non è paradossale che avvenga proprio allindomani dellapprovazione del nuovo piano regolatore? «I gruppi immobiliari mettono insieme un portafoglio di aree, ma i piani regolatori tuttavia servono a orientare lo sviluppo delle aree di trasformazione. Sono lo strumento pubblico per regolare gli interessi fondiari». Quello acquistato dalla Spa di Bologna è un quadrante delicato... «Si sovrappongono aree edificabili e aree fortemente vincolate. Ricordiamo, per esempio, che siamo nel pieno della fascia del parco dellAniene. Roma è una città che ancora conserva retaggi antichi, grandi estensioni di numerose proprietà fondiarie». Il cemento è in agguato? «La proprietà di terreni di per sé non è un pericolo: ovviamente dipende dalluso che se ne vuole fare. Con la Regione, la Provincia e il Comune abbiamo definito con certezza lassetto di quella zona. Chiunque governi, non sarà facile scardinarlo». Il nuovo piano regolatore è sotto assedio. I costruttori dellAcer hanno detto esplicitamente che è già vecchio, che Roma ha bisogno di case. Tenteranno di forzare la cintura verde? «Con le associazioni dei costruttori abbiamo avuto un confronto abbastanza limpido sul piano: conoscono le opportunità e i vincoli che detta. Aggiungo che proprio di recente la Regione ha approvato il piano paesistico per la prima volta dopo tanti anni coerente con il prg. Ciò non toglie che in questa fase di crescita dei valori immobiliari, seppure in fase di rallentamento, anche le aree agricole hanno un prezzo elevatissimo». Come mai? Con le certezze del piano non dovrebbe calare? «È la storia di Roma e magari la speranza che da qui a dieci, venti anni, si possano produrre dei cambiamenti» Possibile che si investa a venti anni? «Possibilissimo, talvolta anche su tempi più lunghi, ma ripeto: ci sono strumenti urbanistici certi». In che spera secondo lei la Spa di Bologna che ha acquistato 740 ettari di campagna romana, il territorio di una grande città? «Bisognerebbe chiederlo a loro, anche se dovrebbero sapere che i vincoli paesaggistici e ambientali che sono fissati per legge non potranno essere facilmente tolti». Cercheranno, come si dice, di valorizzare i loro terreni. «In questi anni il centrosinistra ha garantito sviluppo anche al settore immobiliare, dando delle regole ed evitando unespansione selvaggia. Se qualcuno pensa che il consumo di ulteriore suolo possa di per sé creare profitto per limpresa edilizia, si sbaglia di grosso. Il futuro è la qualità e il risparmio energetico»