Si è «sbriciolato» un muro di S. Maria d'Itria: per fortuna nessun ferito. La città si mobilita Erano circa le 5.45 di ieri quando il parroco della chiesa di Santa Maria d'Itria è stato svegliato da un vicino di casa: la via Itria era piena di calcinacci perché il muro della chiesa era crollato. Un grosso squarcio nella zona posteriore lasciava intravedere l'altare e parte del presbiterio. Immediatamente è stato dato l'allarme e subito sono intervenuti i vigili del fuoco e uomini della Protezione civile, nonché le altre forze dell'ordine, che hanno isolato la zona. Per fortuna il crollo non ha interessato altre abitazioni né ha provocato ulteriori danni: a quell'ora non transitava nessuno. La via Itria infatti, pur essendo a senso unico, è molto trafficata, consentendo di accedere velocemente al sottostante quartiere Canali. Due famiglie per motivi precauzionali sono state ospitate in un albergo cittadino. Il crollo potrebbe essere collegato alle incessanti piogge che da tre giorni stanno interessando la provincia di Enna. Immediatamente è stata costituita una unità di crisi composta da Comune, Protezione Civile, Soprintendenza ai Beni Culturali e Diocesi. In mattinata è stato effettuato un sopralluogo dai rappresentanti degli stessi organi: per il Comune, il sindaco Maurizio Prestifilippo e l'ing. Dominuco, il responsabile provinciale della Protezione civile arch. Pietro Conte e il geom. Demetrio Crocco. L'arch. Rosa Oliva della Soprintendenza di Enna, don Giuseppe Paci dell'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Curia insieme al parroco don Salvatore Giuliana. Il Comitato si è riunito per adottare i provvedimenti più urgenti. Tra l'altro sono stati disposti interventi sulla rete fognaria per alleggerire il carico sulle fognature di via Itria, disposti poi il puntellamento delle strutture murarie compromesse, l'interruzione delle linee elettriche nella zona e una adeguata sorveglianza di tutta l'area. Il Comitato è tornato a riunirsi alle ore 17 per un aggiornamento dell'emergenza con la presenza del vescovo Mons. Pennisi. Il parroco ha dichiarato di avere fatto presente verbalmente al Comune, qualche settimana addietro, che la pavimentazione stradale nel punto in cui è avvenuto il crollo si era avvallata per le infiltrazioni di acqua piovana. Inoltre un progetto di restauro per un importo di 1 miliardo e 668 milioni di lire dell'arch. Mingoia presentato nel 2000 (Por Sicilia 2000-2006), non era stato finanziato. Ora la comunità del quartiere Canali, di cui la chiesa è simbolo, dovrà restare senza il tempio sacro per chissa quanto tempo. E il crollo avrebbe potuto avere conseguenze molto gravi.