Mondragone L'Avvocatura dello Stato assente nel giudizio al Tar MONDRAGONE II progetto di realizzazione del parco archeologico dell'Appia Antica in Mondragone, rischia di trasformarsi in una irraggiungibile chimera a causa di inestricabili grovigli amministrativi. Per scongiurare tale ipotesi, l'assessore alla cultura Giovanni Schiappa, hanno preso carta e penna e si sono rivolti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere un autorevole intervento che possa tutelare le ragioni per la realizzazione del Parco Archeologico dell'Appia Antica in Mondragone. Molti scavi clandestini hanno già apportato nel tempo danni incalcolabili, distruggendo i resti della necropoli sinuessana collocata lungo le dune costiere. Nella nota indirizzata al Quirinale, viene rappresentata una «condizione di solitudine» nell'affrontare una questione che riguarda l'intera collettività. La vicenda nasce qualche anno fa, quando nel corso dei lavori per la realizzazione di un parcheggio nelle vicinanze del locale cimitero, su un fondo comunale, vengono riportati alla luce reperti archeologici di assoluto rilievo. Per favorire il progetto, l'amministrazione comunale avvia una procedura di espropriazione di terreni confinanti. Alcuni pro-prietari cedono i terreni, altri si oppongono e ricorrono al tribunale amministrativo. A dirimere la vicenda sarà il Tar Campania cui compete la definizione del contenzioso intentato dai proprietari delle aree in cui sono stati rinvenuti imponenti resti dell'Appia Antica. Nel corso dell'udienza di sospensione, tenutasi lo scorso 20 dicembre, un fulmine a del sereno. L'avvocatura dello Stato, che nel giudizio amministrativo rappresenta gli interessi del ministero per i Beni culturali ente competente alla realizzazione dei Parchi archeologici, chiamato in causa nel ricorso in forza di una convenzione sottoscritta nel 2006 tra il Comune di Mondragone e il direttore regionale della Campania, non si costituisce in giudizio. La mancata costituzione nel giudizio amministrativo dell'avvocatura dello Stato, mette a rischio la valorizzazione di una intera area su cui si trovano le strutture monumentali della colonia di Sinuessa, le sontuose villae suburbanae, le aree termali, i tratti della regina viarum, i villaggi fortificati del tardo medioevo ed il castello del Monte Petrino. In una zona più a sud, sono conservati impianti residenziali e produttivi perfettamente integrati nel capillare sistema di sfruttamento del fertilissimo Ager Falernus. Tra le nefaste conseguenze della eventuale mancata realizzazione del parco archeologico, vi è senza dubbio quella di negare una possibilità ad un territorio attanagliato dalla criminalità organizzata, di potersi costruire una prospettiva di riscatto fondata sulla cultura, la più grande controffensiva che si possa lanciare alla camorra. Paola Broccoli
CAMPANIA - Appia antica, parco bloccato. Lettera a Napolitano per salvare la valorizzazione dell'area archeologica
L'Avvocatura dello Stato non si è costituita nel giudizio amministrativo per il progetto di realizzazione del Parco Archeologico dell'Appia Antica in Mondragone, mettendo a rischio la valorizzazione di un'area con strutture monumentali della colonia di Sinuessa e villae suburbanae. La vicenda nasce da scavi clandestini che hanno distrutto i resti della necropoli sinuessana. L'amministrazione comunale ha avviato una procedura di espropriazione di terreni confinanti, ma alcuni proprietari si oppongono e ricorrono al Tar Campania.
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