LA STORIA Si definiscono «ecosistemi urbani resistenti» e sono i giardinieri «anarchici» che si preparano a ridisegnare il verde della Bolognina, a partire dallarea attorno alla nuova sede del Comune. Un cantiere che il collettivo Crepe Urbane vuole restituire alla città piantando fiori al di fuori della codificata gestione del verde pubblico, piantine «sovversive» che vengono trapiantate di notte o comunque di nascosto, un po come si disegnano i graffiti, seguendo il metodo di ribellione che si definisce «Critical Garden», movimento con adepti in tutto il mondo. «Il verde pubblico non è fatto solo dalle aiuole al centro delle rotonde. In primavera ci occuperemo dellarea a fianco al centro sociale Xm24, quella dove sorgevano i capannoni del mercato - spiega Luca del collettivo - un luogo dove cresceva rigogliosa la vegetazione spontanea. Qualche mese fa quel luogo è stato teatro di uno stupro e da allora le piante sono state abbattute, ma non è questo che salva un posto dal degrado, anzi. Noi, che avevamo fatto anche una mostra fotografica, ancora allestita allinterno del centro sociale, vogliamo rendere quellarea vivibile proprio attraverso il verde». Oltre alle azioni sovversive, i dieci attivisti bolognesi di Crepe Urbane hanno deciso di contribuire al laboratorio di urbanistica partecipata del quartiere per proporre una sistemazione alternativa dellarea di 30 ettari che va da via Carracci fino a Villa Angeletti, quella che comprende la nuova sede del Comune, il centro sociale e gli edifici di edilizia residenziale. «Vorremmo portare in questo grande terreno lesperienza fatta a New York dellagricoltura urbana - spiegano i contestatori armati di vanga e zappa - orti dove, grazie ai principi dellagricoltura biologica, crescono insieme fiori e prodotti commestibili. Dando anche agli immigrati che abitano il quartiere la possibilità di coltivare le piante che servono da ingredienti per le loro cucine e creando uno spazio senza barriere». Per ora il laboratorio di urbanistica ha recepito la proposta, adesso bisogna tradurla in unazione amministrativa. Altrimenti rimane la strada dellautogestione, con la comunità che si incontra on-line allindirizzo www. crepeurbane. noblogs. org
BOLOGNA - ecosistemi urbani resistenti - I giardinieri anarchici piantano fiori dove non si può
Il collettivo Crepe Urbane sta lavorando per creare un ecosistema urbano resistente nella Bolognina, utilizzando la piantagione di fiori e piante in aree non codificate per il verde pubblico. I membri del collettivo hanno già piantato fiori di notte e stanno lavorando per creare un laboratorio di urbanistica partecipata per proporre una sistemazione alternativa dell'area di 30 ettari. Il progetto vuole utilizzare l'agricoltura urbana per creare spazi vivibili e inclusivi, in particolare per gli immigrati che abitano il quartiere. Il progetto è stato accettato dal laboratorio di urbanistica, ma bisogna ancora tradurlo in un'azione amministrativa.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo