Parla Luciano Marchetti, lex direttore regionale ai Beni culturali trasferito dal ministro Rutelli "Sulle bancarelle in Centro avevo ideato con il Comune una soluzione più rapida" Bilancio di tre anni di lavoro: 25 milioni spesi per la tutela del patrimonio nel Lazio -------------------------------------------------------------------------------- Ingegnere, stupito del trasferimento in Emilia Romagna? «Sono rimasto molto, molto sorpreso», ammette Luciano Marchetti. Nato a Camerino 64 anni fa, il 21 dicembre ha ricevuto dal ministero Beni culturali la notizia che lascerà la guida della Direzione regionale del Lazio: dove ha lavorato per tre anni, evadendo con i suoi collaboratori circa 1600 pratiche e impegnando 25 milioni di euro per restauri e tutela del patrimonio pubblico. Ma il valzer delle poltrone coinvolge molte regioni, perché lei è sorpreso? «Perché solo pochi mesi fa mi era stato rinnovato il contratto per il Lazio senza particolari indicazioni di "cattivo gradimento"». Ha chiesto ai carabinieri di intervenire contro gli ambulanti abusivi a Roma. «Sì, ma in applicazione di una richiesta che arrivava dal ministro». Con Francesco Rutelli ha avuto uno scontro su questo tema? «Soltanto opinioni differenti. Con lassessore comunale al Commercio, Rizzo, avevo avviato una procedura per la revisione dei permessi. Ma è stata interrotta dalla decisione del ministro di chiedere lapplicazione di una norma diversa in base alla quale il Campidoglio deve elaborare un piano del commercio da sottoporre poi alle soprintendenze ...» E qual è la differenza tra le due strade? «Quella adottata è una procedura più lunga, la mia era più rapida». E ora se ne va a Bologna. «LEmilia è molto bella. Nei due anni e otto mesi che mi mancano alla pensione, cercherò di fare bene il mio lavoro». Ma Roma non la lascia completamente. Rimane commissario straordinario della Domus aurea chiusa da due anni, o no? «Sì, per il momento. Lappalto per i lavori di bonifica dalle infiltrazioni dacqua che vengono dai giardini soprastanti, è pronto. E a gennaio dovrebbe essere completata la gara per i primi 4,5 milioni». Qual è il suo augurio? «Che appalto e lavori siano veloci. Ma che arrivino presto gli altri dieci milioni che permetteranno di mostrare al pubblico tutti gli ambienti della magnifica dimora». In tre anni qual è stata la maggiore soddisfazione? «Luscita definitiva dei militari da palazzo Barberini dopo mezzo secolo di battaglie. È stata una soluzione, iniziata con il ministro Buttiglione è proseguita con Rutelli, che è stata giudicata positivamente da tutti». La Uil Beni culturali sostiene però che il suo trasferimento è dovuto al "fattaccio del Vittoriano". Cosa risponde? «Si tratta di illazioni pretestuose. Gli ascensori non sono un progetto mio, ma dellarchitetto Rocchi, che è stato scelto da una commissione ministeriale che ha dato lok anche alla valutazione di impatto ambientale». Qualche rammarico? «Non essere riuscito a portare a termine con la Regione il "Polo etrusco" di Civitavecchia sul modello del "Polo Tiburtino" che abbiamo invece realizzato, con successo, a Tivoli».
ROMA - "Palazzo Barberini, che vittoria ma sugli ambulanti scelte errate"
Luciano Marchetti, direttore regionale dei Beni culturali del Lazio, è stato trasferito in Emilia Romagna. Ha lavorato per tre anni nel Lazio, evadendo circa 1600 pratiche e impegnando 25 milioni di euro per restauri e tutela del patrimonio pubblico. Marchetti è stato sorpreso dal trasferimento, ma non ha detto di essere stato licenziato. Ha lavorato con il ministro Rutelli e ha avviato una procedura per la revisione dei permessi degli ambulanti a Roma, ma la decisione del ministro di chiedere l'applicazione di una norma diversa ha interrotto la procedura.
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