INSTALLATA UN'ALTRA «TORRE» IN PIAZZA DEI MARTIRI. L'APPELLO DEI COMMERCIANTI: «OSCENE, VANNO RIMOSSE» Tra pagine soltanto in italiano, versioni in inglese non aggiornate e nessuna possibilità di prenotazioni online, la navigazione in internet per un turista che voglia pianificare la propria visita ai musei di Napoli può risultare complicata. Dando un'occhiata ai siti web dedicati ai musei cittadini l'impressione non è delle migliori. Se si naviga nelle pagine dei poli museali di Roma, Firenze, Milano e Venezia il colpo d'occhio non cambia di molto, ma emerge subito una differenza: è possibile prenotare i biglietti online. Il fiore all'occhiello dell'organizzazione turistica partenopea è dal 2002 «Artecard» (il cui sito www.artecard.it, per la sezione inglese, non è comunque aggiornato). Si tratta di un sistema, ideato dalla Regione, che grazie all'acquisto di una sola carta prepagata dalla durata variabile (tre giorni, una settimana, un anno) consente al turista di viaggiare sui mezzi pubblici e di evitare le file ai botteghini. Con «Artecard», tuttavia, non è possibile prenotare la visita a un museo con giorno e ora stabiliti, a differenza di quanto accade, ad esempio, agli Uffizi di Firenze. È invece possibile farlo, ma solo telefonicamente, al museo di Capodimonte, collegandosi al nuovo sito (www.museo-capodimonte.it) creato per le celebrazioni dei 50 anni dall'apertura al pubblico delle sale espositive. Un sito aggiornato, bilingue e all'avanguardia è quello di Città della Scienza (www.cittadellascienza.it), dalle cui pagine è possibile anche fare un tour virtuale tra le sale del museo. Completi ma poco interattivi sono i siti dei musei di Paleontologia e Mineralogia, ospitati nel portale dell'Università «Federico II». Ma a parte questi esempi positivi, per quanto riguarda gli altri musei la sensazione che predomina cercando notizie in internet è quella di disorientamento, come se si entrasse in un labirinto. Per conoscere quali siano gli eventi e le mostre temporanee presenti in città, il sito più aggiornato è quello del Comune (www.comune.napoli.it) che, tuttavia, come link esterni, rimanda solo alle pagine web del Palazzo delle arti di Napoli (Pan) e del Museo di arte contemporanea Donna Regina (Madre). Del resto, gli altri musei non hanno spazi propri in internet e sono inseriti in siti più ampi che li mettono in rete, come quello della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Campania (www.napolibeniculturali.it). Qui, se si clicca su «eventi» appare la locandina del «Castello svelato», una rassegna in programma dal 28 settembre al 2 ottobre del 2006... Per trovare qualcosa dei giorni nostri bisogna entrare nelle pagine dedicate ai singoli musei, come l'Archeologico nazionale o quello di San Martino. Nessun problema per la versione in italiano, mentre per quella in inglese si rimbalza tra scritte «work in progress» o pagine scadute, con il rischio poi di essere rimandati al sito della Soprintendenza per i beni archeologici di Napoli e Caserta (www.archeona.arti.beniculturali.it), ancora meno aggiornato. Con un po' di pazienza, da questo intreccio di siti è possibile accedere ai «percorsi di visita» per avere una prima impressione virtuale di quello che si andrà a vedere dal vivo. Ma anche visitando le pagine dei musei con spazi web propri si rischia di fare un salto nel passato. È il caso del Madre (www.museomadre.it), dove la sezione «le mostre» non è aggiornata e quella «press» è ferma al 2006. Che sarà stato evidentemente un anno di grazia, perché anche il sito www.musis.it (sistema gestito da un'associazione di imprese che, come si legge nella home page, «ha la responsabilità dei servizi museali del formidabile patrimonio di storia e d'arte affidato alla tutela della Soprintendenza per i beni archeologici di Napoli e Caserta») mette in rete strutture museali, tra le quali Castel Sant'Elmo e Villa Pignatelli, ed è fermo alla programmazione di due anni fa.