Con 53 "sì" su 55 il Consiglio dà mandato al governatore di trattare con lo Stato maggiori competenze Venezia Mandato pieno, anche se non unanime, al governatore Giancarlo Galan ad aprire la trattativa tra il Veneto e lo Stato affinché alla Regione siano riconosciute le "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia" previste dall'art. 116 della Costituzione. Una pietra miliare, dopo tante chiacchiere, sul percorso che dovrebbe consentire al Veneto di ottenere quell'autonomia differenziata in grado di dare una risposta al diffuso malcontento sfociato in molti Comuni di confine nei referendum per passare alle vicine Regioni a Statuto (e trattamento) speciale. Cinquantatrè i voti favorevoli, uno contrario del consigliere di Rifondazione comunista Pierangelo Pettenò e uno astenuto del consigliere del Pdci Nicola Atalmi, per conferire a Galan il ruolo di "ambasciatore" del Veneto in una trattativa che non si preannuncia assolutamente facile forse più per la ritrosia dei grandi burocrati dello Stato (leggi i direttori generali dei ministeri) che non per salto di qualità che dovrà fare la politica nazionale. Quattordici le materie in cui il Veneto chiederà maggiore mano libera con l'aggiunta del governo del territorio (su richiesta del centrosinistra) e dei lavori pubblici (su richiesta dello stesso presidente Galan) alle dodici già note: istruzione; tutela della salute; tutela e valorizzazione dei beni culturali ; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; potere estero della Regione; organizzazione della giustizia di pace; tutela dell'ambiente e dell'ecosistema; ordinamento della comunicazione; previdenza complementare e integrativa; protezione civile; infrastrutture; banche a carattere regionale. «Se il federalismo fiscale e tutte quelle altre, ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia indicate dall'articolo 116 al terzo comma, ci verranno riconosciute e attribuite - ha ricordato Galan nel suo intervento - noi potremo disporre della possibilità concreta di esercitare il governo del Veneto in un modo che non potrà che essere saggio nelle sue vedute, continuo e sapiente nei suoi progetti, abile, uniforme e fermo nell'esecuzione degli stessi». Il governatore ha poi riconosciuto «il grande contributo, contributo rivoluzionario per davvero, che la Lega ha saputo dare e diffondere ben oltre il Veneto, ben oltre il Nord del nostro Paese sulla via di un'effettiva affermazione della cultura federalista e di un pensiero regionalista» e ha altresì sentito di dovere «un riconoscimento particolare al consigliere Achille Variati, fin da subito convinto e appassionato sostenitore della necessità di battersi unitariamente per ottenere i vantaggi del regionalismo differenziato». «Oggi si sta scrivendo una pagina nuova e importante nei rapporti tra Stato e Regione Veneto - gli ha fatto eco il capogruppo del Partito democratico Achille Variati - anche grazie a un rapporto tra le forze politiche nell'assemblea veneta che ha saputo essere meno conflittuale in nome di una politica "che produce cose". E questo perché il federalismo è, per definizione, qualcosa che unisce e non che divide. Quindi oggi si può parlare di avvio concreto di un percorso del quale nei decenni scorsi si è solo parlato teoricamente».
VENETO - AUTONOMIA : Via libera, Galan "ambasciatore" del Veneto a Roma
Il Consiglio regionale del Veneto ha dato mandato al governatore Giancarlo Galan di trattare con lo Stato per ottenere ulteriori forme e condizioni di autonomia previste dall'art. 116 della Costituzione. Il mandato è stato conferito con 53 "sì" su 55 voti, con uno solo di Pierangelo Pettenò e uno di Nicola Atalmi astenuti. Il Veneto chiederà maggiore mano libera in 14 aree, tra cui istruzione, salute, cultura e ricerca scientifica. Il governatore Galan ha promesso di esercitare il governo del Veneto in modo saggio e continuo. La Lega ha contribuito alla diffusione della cultura federalista e il consigliere Achille Variati ha sostenuto la necessità di un regionalismo differenziato.
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