Il ministero dei Beni culturali ha tutto l'interesse a restaurare il castello dei Carraresi, ma non può «sostituirsi» a! ministero della Giustizia come se si trattasse di un qualsiasi proprietario negligente. La strada da percorrere è quella di un' «intesa - tra i due ministeri. Parola del sottosegretario Nicola Bono, che ieri alla Camera ha risposto ad un'interrogazione a risposta immediata del deputato della Margherita Andrea Colasio». Secondo Bono, «le disposizioni degli articoli 37 e 38 del decreto legislativo 490 del 1999 che abilitano appunto il ministero a sostituirsi, in caso di necessità, al proprietario (possessore o detentore) di beni culturali negligente, sono applicabili, in base ad una interpretaxione sistematica della normativa, esclusivamente nei confronti di soggetti pubblici non territoriali e di soggetti privati" . Se invece i beni appartengono all'amministrazione statale o ad enti pubblici territoriali, si applicano gli articoli 29 e 46, che «prevedono l'esercizio concordato con le altre pubbliche amministrazioni proprietarie, .statali o locali. Secondo l'interpretazione del ministero, «le pubbliche amministrazioni, titolari di beni demaniali, non sono soggetti passivi della tutela ma ne sono in qualche misura compartecipi" . Infatti, i beni culturali pubblici sono «naturalmente» destinati alla pubblica fruizione tale destinazione «non può essere perseguita senza che venga preliminarmente curata la funzione di tutela". Nel caso del castello dei Carraresi, prosegue il sottosegretario, è altamente opportuno ricercare «ogni possibile intesa» con il ministero della Giustizia per ottenere il trasferimento del castello ed « eseguirvi gli interventi di conservazione apparsi come indifferibili e urgenti". Resta comunque «auspicabile», conclude Bono, un accordo diretto tra il ministero della Giustizia e il Comune di Padova, per trasferire il monumento all'ente locale, «perché ne venga assicurato il complessivo restauro e la destinazione alla pubblica fruizione». Dopo sei interrogazioni e due interpellanze urgenti come primo firmatario o cofirmatario, Colasio annuncia che non presenterà più atti di sindacato ispettivo sulla materia. Non perché la vicenda dei castello non offra altri spunti, ma perché, a questo punto, «o il ministero della Giustizia provvede al restauro del bene o lo trasferisce al ministero dei Beni culturali per lo stesso scopo". Se entro tre mesi qualcuno non provvederà, annuncia, «presenterò un esposto alla Procura della Repubblica per danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale».
Sul Castello carrarese un esposto in Procura
Il ministero dei Beni culturali è interessato a restaurare il castello dei Carraresi, ma non può sostituirsi al ministero della Giustizia. I due ministeri devono lavorare insieme per trovare un accordo. Il sottosegretario Nicola Bono ha spiegato che le disposizioni del decreto legislativo 490 del 1999 sono applicabili solo a soggetti pubblici non territoriali e privati negligenti. In caso di beni culturali appartenenti all'amministrazione statale o enti pubblici territoriali, si applicano gli articoli 29 e 46, che prevedono l'esercizio concordato con le altre pubbliche amministrazioni.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo