-------------------------------------------------------------------------------- Una svista, lallettante promessa di una donazione agli asili di quartiere e un terribile equivoco tra due assessorati. E il pasticcio è stato fatto. Nonostante la linea dura del Comune contro totem e maxi pubblicità che assediano la città, un enorme cubo di metallo e tela, con in trasparenza due gambe di donna e una cascata di capelli neri, è stato piazzato davanti al Maschio Angioino. Unesuberante pubblicità da qualche giorno toglie la vista sul monumento. A notarlo è la Sovrintendenza ai Beni architettonici, che insorge e invia una nota al Comune. Allassessorato allArredo urbano scatta subito unindagine interna sulla grande struttura, alta dieci metri e larga cinque, che ostenta sulle quattro facciate immagini di borse e scarpe Rocco Barocco. (segue dalla prima di cronaca) E alla fine si scopre che è stato proprio il Comune a dare tutte le autorizzazioni. Tutto comincia due giorni fa. Il sovrintendente Enrico Guglielmo scrive allassessore Elisabetta Gambardella, chiedendo spiegazioni. Vuole capire se sono state concesse le autorizzazioni per linstallazione della torre «che, da un primo sopralluogo non ha nessuna funzione tecnica (postazione per lilluminazione momentanea di monumenti o copertura di area cantieristica) ma è semplicemente un impalcatura pubblicitaria». Lassessore allArredo e al decoro urbano quando riceve la segnalazione della Sovrintendenza pensa a un errore. «Sono completamente contraria alle maxi pubblicità e sto facendo una lotta capillare e sistematica per eliminarle da tutti i quartieri, figuriamoci che effetto mi fa una struttura del genere nelle vicinanze del Maschio Angioino. Io non ne so nulla», dice una spiazzata e arrabbiata Elisabetta Gambardella, che dà subito disposizione ai vigili urbani di Chiaia di verificare lautorizzazione dellinstallazione pubblicitaria posta davanti al Maschio Angioino. Ma proprio dal sopralluogo della polizia municipale risulta che lautorizzazione cè (fino al 7 gennaio) ed è firmata proprio dal direttore generale, Ida Alessio Vernì, dellassessorato allArredo e al decoro urbano, che può firmare le autorizzazioni in autonomia. Ecco la terribile svista dellassessore. Il giallo sembra risolto. Ma Elisabetta Gambardella vuole andare a fondo e avvia unindagine interna lampo. Viene così ricostruita, nel giro di un paio dore, la breve storia del maxi cubo pubblicitario e dellequivoco tra due assessorati. La richiesta infatti fa capo non solo allufficio della Gambardella, ma anche a quello della collega Valeria Valente, responsabile per il progetto degli asili "Nidi di mamme". Che centrano gli asili con la pubblicità? Centrano perché la griffe ha offerto, in cambio dei cubi pubblicitari, disseminati per la città (ce nè uno più piccolo anche in piazza dei Martiri) larredo nuovo per gli asili di quartiere. Lufficio della Valente ha detto sì alliniziativa e ha chiesto, perciò, solo lautorizzazione allufficio tecnico dellassessorato della Gambardella. «Nonostante fosse stata avanzata richiesta per più piazze - dicono i due assessori - inizialmente per piazza del Plebiscito, e poi per piazza Trieste e Trento, è stato suggerito ai proponenti di prendere in considerazione Cavalli di Bronzo, ritenendo il sito più adatto, purché, comunque, la struttura fosse compatibile e rispettosa delle normative vigenti in materia di tutela storico ambientale. Se dalle verifiche in corso dovesse risultare una difformità rispetto alle indicazioni date, si procederà a una rimodulazione dellintervento». Cioè i due assessorati, nonostante una prima autorizzazione, stanno valutando lipotesi di rimuovere il cubo. «Questa iniziativa è nata con un buon fine - precisano Valeria Valente ed Elisabetta Gambardella - Al ritorno dalle vacanze di Natale, infatti, i piccoli che frequentano gli otto asili nati in vari quartieri della città grazie al progetto Nidi di mamme troveranno una bella sorpresa: le strutture saranno riarredate e dotate di giocattoli, che saranno regalati ai piccoli alla Befana».
NAPOLI - Una maxi pubblicità di fronte al Maschio Angioino. Asili arredati in cambio della vista del Castello
Il Comune di Napoli ha piazzato davanti al Maschio Angioino un enorme cubo di metallo e tela con in trasparenza due gambe di donna e una cascata di capelli neri. La Sovrintendenza ai Beni architettonici ha inviato una nota al Comune, chiedendo spiegazioni sull'autorizzazione all'installazione. Si scopre che il Comune ha dato tutte le autorizzazioni per l'installazione, che è stata realizzata per promuovere il progetto "Nidi di mamme", un programma di asili per i bambini. Il progetto ha richiesto l'autorizzazione all'ufficio tecnico del Comune, che ha chiesto solo la autorizzazione per un sito specifico, ma il Comune ha autorizzato l'installazione in un'altra zona.
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