VIAREGGIO. Se avete 6-7 milioni di euro da spendere pronta cassa, questa villa fa al caso vostro. Una residenza che venne fatta erigere negli anni Trenta da Galeazzo Ciano e Edda Mussolini, che vi trascorrevano le vacanze estive, e che poi ha vissuto l'epopea della famiglia Barsanti, al centro di una delle eredità più discusse della città e non solo. Villa Selene, che prende il nome dalla madre dei sei fratelli Barsanti, ha fatto irruzione sul mercato degli immobili di altissimo pregio (e di costo, per la verità, stratosferico). Una delle eredi Barsanti, Stefanella (nipote dell'ingegner Benvenuto) attualmente nella disponibilità della magione neo gotica sul lungomare (con tanto di torretta) dopo la lunga vicenda della divisione dei beni, ha deciso infatti di rivolgersi a una società con sede a Milano, la Savills International, specialista nella vendita di abitazioni di gran lusso, dall'Europa al Sudamerica. Una realtà che lavora in 23 paesi con 16mila dipendenti e che nel 2002 ha aperto uffici a Milano e Roma. Savills ha dato il via a un battage pubblicitario di alto profilo (con tanto di fotografia sull'edizione di ieri sul Sole 24 ore) alla ricerca di un privato interessato a rilevare la gloriosa villa che visse la villeggiatura dalla figlia del Duce e del ministro degli esteri. Villa Selene è vincolata dalla Sovrintendenza alle Belle Arti e dunque non può essere frazionata: disco rosso, dunque, almeno sulla carta, ad eventuali speculazioni di tipo residenziale. Per intendersi, nessuno potrà acquistare la villa per poi dividerla in più appartamenti. Soltanto un amatore con grande disponibilità economica può mettere le mani dunque su una delle abitazioni più suggestive del lungomare viareggino, preparandosi peraltro a investire un'altra somma (consistente) per ristrutturare ambienti che da qualche anno non sono abitati. -------------------------------------------------------- Ospitava Ciano e Edda Mussolini la villa in vendita per 6 milioni --------------------------------------------------------- La residenza sul lungomare viareggino affidata dalla proprietà ad una società milanese VIAREGGIO. Se avete 6-7 milioni di euro da spendere pronta cassa, questa villa fa al caso vostro. Una residenza che venne fatta erigere negli anni Trenta da Galeazzo Ciano e Edda Mussolini, che vi trascorrevano le vacanze estive, e che poi ha vissuto l'epopea della famiglia Barsanti, al centro di una delle eredità più discusse della città e non solo. Villa Selene, che prende il nome dalla madre dei sei fratelli Barsanti, ha fatto irruzione sul mercato degli immobili di altissimo pregio (e di costo, per la verità, stratosferico). Una delle eredi Barsanti, Stefanella (nipote dell'ingegner Benvenuto) attualmente nella disponibilità della magione neo gotica sul lungomare (con tanto di torretta) dopo la lunga vicenda della divisione dei beni, ha deciso infatti di rivolgersi a una società con sede a Milano, la Savills International, specialista nella vendita di abitazioni di gran lusso, dall'Europa al Sudamerica. Una realtà che lavora in 23 paesi con 16mila dipendenti e che nel 2002 ha aperto uffici a Milano e Roma. Savills ha dato il via a un battage pubblicitario di alto profilo (con tanto di fotografia sull'edizione di ieri sul Sole 24 ore) alla ricerca di un privato interessato a rilevare la gloriosa villa che visse la villeggiatura dalla figlia del Duce e del ministro degli esteri. Villa Selene è vincolata dalla Sovrintendenza alle Belle Arti e dunque non può essere frazionata: disco rosso, dunque, almeno sulla carta, ad eventuali speculazioni di tipo residenziale. Per intendersi, nessuno potrà acquistare la villa per poi dividerla in più appartamenti. Soltanto un amatore con grande disponibilità economica può mettere le mani dunque su una delle abitazioni più suggestive del lungomare viareggino, preparandosi peraltro a investire un'altra somma (consistente) per ristrutturare ambienti che da qualche anno non sono abitati. Caratteristiche. L'intero complesso di villa Selene misura quasi ottocento metri quadrati, di cui 554 al coperto. L'immobile si struttura in un seminterrato di 152 metri quadrati, di un piano rialzato di 157, un primo piano di 137 e un secondo di 108, mentre il giardino misura 220 metri quadrati. In tutto sono a disposizione sei camere, cinque tra saloni, salotti e sale da pranzo, sette bagni, due cucine, uno studio, una soffitta di quasi 80 metri quadri e un vano belvedere di 7 metri quadrati. La famiglia. Benvenuto Barsanti, il capostipite, partì da Viareggio per trovare fortuna in Venezuela. E dopo qualche anno tornò ricchissimo dopo aver aperto una delle più grandi aziende edili del Sudamerica per le opere pubbliche, dalle grandi dighe alle infinite strade dell'Amazzonia. Al suo ritorno investì in terreni tra Torre del Lago e Viareggio, case (come la Villa Borbone che poi donò all'amministrazione comunale) e stabilimenti balneari (come lo storico Lidino e l'attiguo Antaura). Nell'immensa eredità lasciata ai figli anche il cantiere tra via Coppino e via Menini, anch'esso di recente oggetto di una disputa tra la famiglia e Azimut. I processi. La questione ereditaria è approdata anche davanti al giudice civile. Dopo la morte dell'ingegner Benvenuto, i beni passano al fratello Giorgio. Che muore l'11 novembre 1994, lasciando un presunto testamento nel quale si nominava come erede il suo factotum Egiziano Lippi. Un documento che le nipoti Attilia e Stefanella hanno impugnato, sostenendo che si trattasse di un falso, tesi poi accolta con una sentenza della Corte di Cassazione del 2002 che chiudeva di fatto il procedimento ma apriva di nuovo la questione della divisione dei beni: oltre ai beni in città anche uffici a Roma, alcuni terreni nel Lazio e due miliardi cash). Ma Egiziano Lippi non si è dato per vinto ed ha proseguito la sua battaglia con la causa civile, ancora in corso a Tribunale di Viareggio. Intanto, però, il primo pezzo dell'eredità Barsanti, la prima gemma del collier è stata ufficialmente messa sul mercato. Un frammento importante di storia e cultura viareggina che, adesso, aspetta un acquirente. Con tanti soldi...