Il vice-prefetto Piantedosi interviene dopo lo stop allabbattimento dellex cinema -------------------------------------------------------------------------------- «Quelledificio è come un dente cariato: dallesterno si vedono solo i danni superficiali ma linterno è già in rovina. Se non interveniamo subito crolla da solo, con gravi rischi per tutti». Il vice prefetto Matteo Piantedosi interviene sulla vicenda dellex cinema Astor Panigale, edificio degli anni '30 progettato dallarchitetto Alberto Legnani che faceva parte della casa del fascio di Borgo Panigale e su cui pesa unordinanza di pericolo di crollo che avrebbe già dovuto portare alla demolizione. Una prospettiva che ha portato alla mobilitazione dellassociazione Italia Nostra e dellordine degli Architetti per salvare questo esempio di architettura razionalista, tanto che per ora le ruspe non sono ancora entrate in azione. «Non si tratterebbe di una demolizione vera e propria - vuole precisare Piantedosi - ma di un progetto, condiviso con la sovrintendenza secondo regolare procedura, per mantenere la facciata delledificio e ottenere così una ristrutturazione «estetica» allinvolucro esterno, permettendo nel contempo di creare un contenuto diverso e finalmente funzionale con la ricostruzione del tetto e degli altri tre lati. Che tra laltro sono già in gran parte crollati». Per ora la pratica è quindi ferma? «Diciamo piuttosto che si era pensato a unaccelerazione dei tempi in considerazione della particolare pericolosità delle condizioni in cui versa ledificio - risponde il vece prefetto - rischio anche di intrusioni di persone che scavalcano le recinzioni e si espongono a un grave pericolo». A complicare la già intricata vicenda di questo edificio, lintreccio di proprietà pubbliche di enti diversi: si tratta infatti di un bene di proprietà del demanio assegnato ai Carabinieri perché ne facciano unestensione dellattuale caserma, che sorge proprio lì a fianco nei locali progettati dallo stesso Legnani, oggi in ristrutturazione. «Non cè nessuna certezza di questo pericolo di crollo - replica però Giovanni Losavio, presidente di Italia Nostra che ha scritto a tutte le autorità giudiziarie e istituzionali per evitare che demoliscano lex cinema - e comunque, se anche fosse, bisognerebbe intervenire per bloccare il crollo, non demolire quello che resta del fabbricato originale. Se il Duomo di Modena stessa per crollare, lo demolirebbero?». Lultima parola adesso spetta al direttore regionale per i beni culturali, Maddalena Ragni, che deve dare il suo assenso perché il progetto di mantenere solo la facciata dello storico edificio sia messo in pratica.