-------------------------------------------------------------------------------- Il deputato di Forza Italia Mara Carfagna ha promosso una serie di dibattiti in alcune città campane, per discutere assieme ad autorevoli relatori invitati volta per volta argomenti importanti: ossia quale modello di sviluppo sia possibile ipotizzare per il futuro, presumibilmente ragionando attorno alla città di Napoli, che è il simbolo, oltre che il capoluogo della Campania. Navigando su queste linee di pensiero, vorrei porre tre quesiti a "Campania che vorrei" (questo il titolo del percorso di convegni), e alla dinamica parlamentare. 1) Mentre si parla da anni di questioni irrisolte da sempre, come Bagnoli, Napoli est, formazione professionale, assistiamo a sviluppi urbanistici e sociali non da poco, su ben altri fronti. Mi riferisco a cose "fatte", che hanno un nome e cognome, e soprattutto un certo numero di dipendenti: il Vulcano Buono, lInterporto campano, la Banca del Sud, i centri Ikea e affini, larea Saint Gobain a Caserta. La domanda è: come mai la politica, e in particolare il centrodestra, si occupa poco di questi ultimi casi (salvo qualche taglio di nastro, con cocktail, o poco più) e moltissimo dei dei casi citati in apertura? È questione di interlocuzione, di competenza o di volontà? O di che cosa? 2) La sicurezza. In particolare lopportunità di inviare lesercito in città, della quale si è parlato mille volte. I ben informati sanno che il tavolo decisivo, quello che ostacola la presenza dei militari, ragiona in questo modo: sarebbe forse utile, ma andrebbe a costituire un deterrente micidiale per tutta leconomia sommersa che si svolge nei vicoli e nei substrati sociali, la quale scomparirebbe di fatto, in presenza di un assetto minaccioso. Risultato probabile: povertà in picchiata libera, e quindi ulteriori disagi che favorirebbero ogni illegalità. Domanda: che cosa dice la destra? È disponibile a ragionare in termini di confronto con una qualche forma di antiStato (pur allo scopo di favorire leconomia), oppure assume posizioni intransigenti? 3) Cultura e turismo. Gli ultimi dati sul turismo non comunicano niente di positivo. Sarà per limmondizia, o chissà cosa, ma gli albergatori piangono. Lunica via di uscita (oltre che naturalmente pulire le strade) resta quella di favorire i grandi eventi (Roma e Torino insegnano), sposandoli alla cultura. Nessuno possiede beni archeologici come noi. Eppure in area flegrea si continua con le invasioni domenicali "mordi e fuggi" (si sente parlare molto di ristoranti, e pochissimo di musei), a Pompei non si riesce a edificare un albergo degno di questo nome; e a Procida lex carcere borbonico (che potrebbe diventare un centro congressi unico al mondo), è sempre lì, come un rudere. Che cosa dice la destra? Ha capito finalmente che gli spazi culturali vanno, non dico occupati, ma quantomeno esplorati? Per comprendere quanto sia fondamentale praticare cultura e letteratura, basti pensare che, mentre a destra si continua a invocare un po anacronisticamente un commissario anticamorra, a sinistra si sono "inventati" il personaggio simbolo della lotta alla camorra. È bastato un libro indovinato: Gomorra.