Cattaneo Adorno; «Rifaccio tutto, il tempo delle speculazioni è finito» ARENZANO. Addio a Marina Grande. Addio al Fuenti della Liguria, all'ecomostro per antonomasia, alla sperimentazione architettonica che non teneva conto dello spirito del luogo e degenerava in scommessa. Il marchese Giacomo Cattaneo Adorno lo aveva anticipato: «Non è più il tempo delle speculazioni edilizie», si era confidato qualche settimana fa con il Secolo XIX. Oggi, decidendo di cancellare il complesso balneare e di ricostruirlo in legno e vetro, ispirandosi ai principi della bio-architettura, consente a un'intera comunità di riconciliarsi con se stessa. Era il gesto che mancava. Dopo lo scandalo Robello, l'assessore all'ambiente che pubblicizzava sul mercato milanese mono e bilocali in crescita, nel senso che ognuno di questi poteva contare su cinque, sei e anche quattordici fra "vani tecnici" e cantine, Arenzano ha rischiato di collassare. Invece è collassata la giunta, il sindaco Luigi Gambino è stato rieletto e all'edilizia selvaggia e furbacchiona è stato imposto lo stop. Sentire i nuovi architetti parlare di serre bioclimatiche, di giardini integrati con la macchia mediterranea, di collettori solari in un paese dove è stato possibile costruire Terrarossa, o lo stesso Biscione in Pineta, è novità che allarga il cuore. Luigi Gambino: «Io non sono mai stato un cementificatore. Però è vero che ora abbiamo più forza per tutelare lo sviluppo sostenibile». Giacomo Cattaneo Adorno: «Marina Grande non andava più bene. E io credo che le cose si possano anche rifare meglio». Il segnale arriva in un momento importante per l'intera cittadina, che d'inverno sfiora i 12 mila abitanti e d'estate raddoppia, ma soprattutto può contare su un patrimonio immobiliare costituito al 40 di case sfitte. Lo sviluppo sostenibile di Arenzano dovrà passare dal piano della costa, dove finalmente potranno essere smorzati gli appetiti sui circoli della piccola nautica; dalle colline, eterno bersaglio degli speculatori di lungo corso; dal porto e dalla passeggiata a mare. Proprio iL Secolo XIX ha rivelato cornei nuovi bagni pubblici avrebbero dovuto essere leggeri e non incombere sull'arenile, e come invece il comitato tecnico della Provincia di Genova abbia di fatto legalizzato l'abuso. Inoltre, in questi giorni sono arrivate a 2.500 le firme per riaprire al pubblico la passeggiata a mare all'altezza del Pizzo, e anche questa è una storia emblematica. Fino a una quindicina di anni fa, le auto correvano a strapiombo sulla scogliera. Poi è stata realizzata una galleria. Una volta realizzata la galleria, la vecchia Aurelia è stata chiusa al traffico per motivi precauzionali (frane). In realtà, si è trasformata in una strada privata. «Ci spiegate perché dobbiamo respirare i gas del tunnel e rischiare di essere investiti quando potremmo continuare la passeggiata sul mare?», protestano i soliti comitati cittadini. La Provincia si ostina a non rispondere. I soprusi, le piccole arroganze amministrative (i lavori del porto hanno rosicchiato una spiaggia, alla fine, senza nessun motivo: le condotte della fognatura potevano essere interrate altrove) e l'impunità dei soliti notiforse adesso cesseranno. Per questo è importante la decisione di Cattaneo Adorno. Come ha dimostrato la vicenda Gambino, rieletto a furor di popolo contro il partito dei palazzinari, sapere interpretare le nuove sensibilità è la chiave del successo.
LIGURIA Addio a Marina Grande era il Fuenti della Liguria
Il marchese Giacomo Cattaneo Adorno ha annunciato che il complesso balneare di Marina Grande in Arenzano sarà demolito e ricostruito in legno e vetro, ispirandosi ai principi della bio-architettura. Questo gesto è visto come un segnale importante per lo sviluppo sostenibile della città, che ha bisogno di un piano per la costa, le colline e il porto. La decisione è stata accolta con favore dai cittadini, che hanno richiesto la riapertura della passeggiata a mare e la chiusura della strada privata che ha sostituito la vecchia Aurelia.
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