Il presidente del Wwf e membro del Comitato scientifico dell'area naturale invita a fare retromarcia Amadio: «Auto e moto porterebbero solo rumore e inquinamento, con danni permanenti al territorio» Va coniugata la conservazione dell'ambiente con un sostenibile sviluppo sociale PRESIDENTE DEL WWF AVERARDO AMADIO «Auguro buon Natale e buon anno al Parco, ai suoi animali, alle rocce, alle piante, ai valori storici e ai paesaggi, alle malghe, alle baite, ai sentieri e alle strade. In particolare a queste ultime auguro di restare come sono ora, con il loro tracciato storico, con il loro fondo calcareo ormai centenario, mantenuto manualmente con poco pietrisco». Esordisce così la lettera di auguri inviata al Parco naturale della Lessinia, tramite il presidente Stefano Marcolini, da Averardo Amadio, membro del Comitato tecnico scientifico del Parco e rappresentante del Wwf. Il timore all'origine di questi insoliti auguri è «che si vogliano asfaltare o cementare le strade del parco, come si legge fra le proposte all'ordine del giorno della Comunità montana. Una modalità da rifiutare senza esitazione, e non solo da un socio del Wwf come me, per i danni che tale modalità potrebbe arrecare», scrive. C'è stata una riunione del Comitato tecnico scientifico nei giorni scorsi, assente Amadio per altri impegni, per valutare la proposta della Giunta integrata di sistemazione delle strade del Parco. La bozza è stata accolta all'unanimità con delle variazioni e tornerà in Giunta per essere presentata al consiglio integrato di Comunità e Parco. «Tralasciando di considerare i danni temporanei causati dal disturbo all'ambiente nel corso dei lavori, non trascurabili, rimarrebbero quelli permanenti inferti al territorio come la velocizzazione delle acque di scolo ed il conseguente ruscellamento con incisione progressiva del manto vegetale, l'allargamento inevitabile del corpo stradale per consentire ovunque il passaggio di due automezzi, o la formazione di piazzole di scambio e l'inserimento nel paesaggio di una struttura artificiale. Ma le conseguenze più serie sarebbero quelle derivanti dalla facilitazione al transito di mezzi a motore nel cuore del Parco, in aperto contrasto con le sue finalità. Queste non si perseguono impiegando risorse ingenti per asfaltarne le strade, ma predisponendo attività per tutelarne e valorizzarne le componenti naturali come flora, fauna, rocce, mantenendo e promuovendo quelle umane, come l'allevamento del bestiame, il governo del bosco, il restauro delle malghe e la manutenzione delle vecchie strade bianche storiche», propone Amadio, sottolineando la sua contrarietà all'ipotesi di intervento con asfalto o cemento. Secondo Amadio, «il Parco va attraversato a piedi.... Chi, invece, venisse invitato da un comodo nastro d'asfalto ad entrare con auto o moto porterebbe lungo il percorso rumore ed inquinamento, ricevendone in cambio solo una fugace, temporanea immagine». «Buon Natale e buon anno, quindi, agli animali che non amano essere disturbati e agli altri esseri viventi.... ai monoliti della Valle delle Sfingi, al Bosco dei Folignani, al Valon del Malera, agli albergatori della Lessinia, perché coordinati da Comunità e Parco individuino l'opportunità di promuovere weekend e settimane naturalistiche, attirando appassionati di natura, scuole, associazioni, circoli culturali, organizzazioni sportive a frequentare la Lessinia e il suo Parco, auguri perché la Lessinia si riempia di feste, di convegni, tavole rotonde, festival per la flora, la fauna, la geologia, l'erboristeria, la linguistica. Auguri a tutta la gente che vive in Lessinia ed intende rimanerci, auguri a quanti ancora non intravedono che i pochi vincoli che hanno accompagnato l'istituzione del Parco vanno considerate autentiche opportunità». «Auguri ancora al presidente del Parco, al suo direttore e alla Giunta perché abbiano il coraggio e la forza di coniugare una attenta e intelligente conservazione dell'ambiente naturale con un sostenibile sviluppo sociale ed economico», conclude Amadio.