La Biennale di Venezia diventa fondazione e apre ai privati. Una Consulta con membri di vari enti esprimerà pareri in merito ai programmi e agli indirizzi culturali e artistici. Sono le novità contenute nello schema di decreto legislativo presentato dal ministro Urbani (che aveva la delega per la modifica dello statuto) e deliberato ieri dal Consiglio dei ministri. Alla Fondazione, con sede a Venezia, è riconosciuto interesse nazionale e personalità di diritto privato, con un Consiglio d'amministrazione di durata triennale. Del Cda faranno parte, oltre a un presidente scelto dal ministro fra personalità di riconosciuto valore culturale pure a livello internazionale, anche il sindaco di Venezia (in qualità di vicepresidente), i presidenti della Regione Veneto e della Provincia di Venezia. Ma, accanto a queste figure istituzionali, ci sarà la possibilità che nel Cda entrino da uno a tre soggetti che abbiano contribuito almeno al 20 del patrimonio della Fondazione stessa. Un passaggio che consente l'ingresso dei privati cui spetterà anche l'impegno nelle spese di gestione. Della Consulta sui programmi faranno parte, fra gli altri, rappresentanti della Triennale di Milano, della Quadriennale di Roma e della Fenice. Amerigo Restucci, dell'attuale Cda, chiede un'immediata convocazione del Consiglio da parte del presidente Franco Bernabè e una mobilitazione politica in difesa dell'autonomia dell'ente.
La Biennale di Venezia diventa fondazione. Consiglio d'amministrazione aperto ai privati
La Biennale di Venezia diventa fondazione e apre ai privati. Il ministro Urbani ha presentato un decreto legislativo che riconosce all'ente interesse nazionale e personalità di diritto privato. Il Consiglio d'amministrazione sarà composto da un presidente scelto dal ministro, il sindaco di Venezia, i presidenti della Regione Veneto e della Provincia di Venezia, e da tre membri scelti tra persone che hanno contribuito al patrimonio della Fondazione. La Consulta sui programmi sarà composta da rappresentanti di enti culturali e artistici. La Fondazione sarà gestita con un impegno nelle spese di gestione. Amerigo Restucci chiede un'immediata convocazione del Consiglio.
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