«Facciamo quadrato intorno allAngelo Mai» da ieri non è più solo uno slogan. L'attesa manifestazione di piazza della rete sociale Monti contro la privatizzazione dell'ex scuola elementare, candidata a riaprire come centro commerciale, si è trasformata in una cordata umana di 200 adulti e bambini. Hanno circondato l'isolato conteso, mano nella mano. «Speriamo di avere un futuro qui - dice un alunno di 11 anni del "Viscontino"» di via IV Novembre, l'ultima scuola media del rione che, vicina allo sfratto per far subentrare il museo dei Mercati Traianei, potrebbe proseguire le lezioni nel territorio. «Dentro ci sono aule, palestre e un teatro» ricorda Elisa Foglia, 28 anni, ex alunna dell'Angelo Mai, che marcia vicino a professori, preside e genitori del «Visconti». Lungo il percorso del serpentone portoni e vetrine da via de' Serpenti a via del Boschetto hanno attaccato il manifesto di adesione alla protesta rionale. Anche il parroco dà il suo appoggio. E' un intero elettorato. E non a caso, in piazza, arrivano il presidente del I Municipio Giuseppe Lobefaro, con due assessori, Letizia Cicconi (urbanistica) e Danilo Nuccetelli (servizi sociali). Arriva il consigliere del sindaco Veltroni per la città storica, Noccioli. Soprattutto arriva Giovanna Melandri, deputata eletta da questo collegio, Roma 1. «Questo caso rientra nella svendita a livello nazionale avviata da ministero del Tesoro e Patrimonio spa - interviene Melandri - Non si tratta di un poligono o una caserma, alienabili per risollevare le finanze pubbliche. Sono qui per difendere l'uso non commerciale di questa scuola». Dice la sua anche Mario Monicelli: «In 12 anni che vivo qui il rione è migliorato. Ho firmato perché non sopporto l'idea di un nuovo centro commerciale al posto della scuola. E' snaturare in modo turistico un rione autentico».