Preoccupati per il deperimento della reliquia, i preti della basilica hanno deciso di rinunciare alla tradizionale traslazione natalizia -------------------------------------------------------------------------------- Allarme per la "sacra culla" di Santa Maria Maggiore. La paura è che si stia sbriciolando. I responsabili della basilica hanno notato un «preoccupante deperimento» dei legni che la tradizione e la devozione vogliono aver costituito la mangiatoia nella quale trovò riparo dal freddo Cristo neonato nella grotta di Betlemme. E, in attesa di capire leffettivo stato di conservazione della reliquia, questanno hanno deciso di non effettuare la tradizionale traslazione natalizia, dalla cripta alla navata centrale della chiesa. Così i fedeli, in vista dellEpifania, continuano a scendere nellipogeo voluto da Pio IX e dominato dalla statua dello stesso papa Mastai Ferretti (1792-1878), che desiderò proteggere i sacri legni con un sontuoso reliquario a forma di culla disegnato da Giuseppe Valadier. «Oltre i vetri, ci è parso di vedere che le due assicelle sono in un cattivo stato di conservazione», ha dichiarato monsignor Franco Gualdrini, prefetto della sagrestia. Secondo cui, «accanto alle reliquie sembra ci sia polvere di legno». E, comunque, «quale che sia leffettivo stato di salute, abbiamo deciso di evitare lo spostamento nella parte superiore della basilica dellintero, pesantissimo reliquario del Valadier. È stata una precauzione necessaria, anche solo il movimento potrebbe danneggiare lopera». Tarli o batteri minacciano, nel chiuso del capolavoro di oreficeria dellarchitetto di piazza del Popolo, il venerato giaciglio? È presto per dirlo. Nessuno ha tirato fuori le due assi, della lunghezza di circa un metro ciascuna, dallurna ottocentesca in cristallo e argento. «Dopo lEpifania - promette monsignor Gualdrini - faremo analizzare le reliquie dagli esperti che decideranno sul da farsi. Ma certo è che un anno "senza viaggi", anche se si tratta solo di una decina di scalini, fa bene pure allurna del Valadier, i cui vetri si muovono un tantino ...» Finite le feste, ci sarà quindi lavoro per Maurizio De Luca e per léquipe dei restauratori del Vaticano, ma anche per gli storici dellarte Arnold Nesselrath, che guida il reparto di arte bizantina, medievale e moderna, dei musei vaticani, come pure per il neo direttore della collezione papale, lex ministro Antonio Paolucci. La soprintendenza della Santa Sede non ha ricevuto ancora comunicazioni ufficiali. In passato, tuttavia, gli esperti consigliarono di evitare il viaggio pasquale dalla Scala Santa a piazza San Pietro della venerata icona con limmagine del Redentore, a causa dello sbalzo termico cui veniva sottoposta la tavola. E lo stesso potrebbero fare per i legni della "sacra culla". Nella sua nuova casa sotto il pavimento di Santa Maria Maggiore, la reliquia della mangiatoia questanno è stata visitata in processione dai fedeli accorsi alla messa di mezzanotte. Ma anche unaltra reliquia è stata coinvolta nella inedita cerimonia di questanno. «LEucarestia della notte di Natale - ha raccontato in sagrestia padre Angelo - è cominciata per la prima volta con la processione della reliquia del panniculum». Si tratta di un pezzo di stoffa, grande quanto una mano, che la tradizione vuole provenire dalle fasce con cui Maria avvolse il Bambino.