La polizia municipale ha denunciato il proprietario del terreno adiacente al castello. In rovina le mura e i gli antichi impianti -------------------------------------------------------------------------------- Lagrumeto storico del castello di Maredolce, gioiello dellarchitettura arabo normanna, finisce sotto sequestro. Ieri mattina gli agenti del Nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale hanno posto i sigilli allarea, ampia circa 12 mila metri quadrati, che sorge su via Giafar, che è stata interamente smantellata: centinaia gli alberi a grosso fusto tagliati, mentre il muro di cinta cade a pezzi e in parte è stato abbattuto. I catusi, le antiche condutture in terracotta che da Monte Grifone confluivano nel bacino, sono gravemente danneggiati. Allinterno del parco, gli agenti hanno trovato numerose chiazze di fuliggine, testimonianza della recente combustione degli alberi troncati. Sotto il viadotto, lassenza di vegetazione ha portato alla luce un casolare abusivo in muratura, forse utilizzato come rifugio. Denunciato V.B., proprietario dellappezzamento. Loperazione rientra nel programma di interventi per la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e paesaggistico della città, predisposto dal neocomandante Nunzio Purpura. Le indagini, eseguite su delega della procura, sono scattate dopo una segnalazione dellassociazione Maredolce. Dagli accertamenti di rito presso la soprintendenza ai Beni culturali, non è stato difficile per gli agenti riscontrare lassenza di qualsiasi tipo di autorizzazione, compresa quella per il taglio degli alberi storici. Il sequestro è stato decretato dal gip Fabio Licata, su richiesta del sostituto procuratore Amelia Luise ed è lultimo di una lunga serie: nel passato, allinterno dellex bacino era stata bloccata la realizzazione di un luna park, e la realizzazione di gabinetti nei locali di un fabbricato abusivo, sempre allinterno del parco e riconducibile al boss mafioso Totuccio Contorno, adesso pentito. In unaltra area del castello, erano in corso lavori per la costruzione di tettoie e basamenti destinati a parcheggio. Nello scorso novembre lassessorato ai Beni culturali ha emesso il decreto di finanziamento per il restauro del complesso arabo-normanno: tre milioni di euro. Intanto è previsto per oggi un sopralluogo dellarea: «Dobbiamo capire - spiega la soprintendente ai Beni culturali di Palermo, Adele Mormino - quale area è stata interessata dal sequestro, perché la zona non rientra nelle nostre consegne». Soddisfazione dalla sezione regionale per i beni monumentali di Legambiente: «Un provvedimento positivo per lattenzione che riaccende su un monumento da sempre degradato e abbandonato - dice Gianfranco Zanna - ma che non risolve il problema. Occorre velocizzare i progetti di recupero e valorizzazione dellintera area che va dal castello alla chiesa di San Ciro».