Slitta labbattimento dellex cinema che era in programma per oggi Un telegramma per fermare la demolizione dellex cinema Astor Panigale, una lettera contro le ruspe che oggi avrebbero dovuto radere al suolo la casa del fascio di Borgo Panigale progettata e costruita tra il 1930 e il 1933 dallarchitetto razionalista Alberto Legnani. E quello che ha spedito il presidente nazionale dellassociazione Italia Nostra, Giovanni Losavio, indirizzandolo alle autorità giudiziarie che potrebbero «scongiurare la distruzione di un bene di interesse storico artistico». La demolizione del grande edificio sulla via Emilia in disuso da anni e ormai pericolante stava molto a cuore al presidente del quartiere, Maurizio Degli Esposti, che per ragioni di sicurezza ha dovuto anche chiudere al traffico via delle Scuole. Sempre per motivi di sicurezza, lintervento era stato concordato tra i vari soggetti coinvolti nella paradossale vicenda della ex sala cinematografica vincolata dalla sovrintendenza, che avrebbe richiesto lavori troppo costosi e delicati per il ripristino e così è arrivata a un degrado strutturale tale da rischiare il crollo. Ma dellintervento, che avrebbe dovuto essere eseguito proprio oggi, Degli Esposti non ha più avuto conferma. «Sono stato costretto a mandare un telegramma proprio per limminenza dei lavori di demolizione - racconta Losavio - chiedendo lintervento dellattività giudiziaria e della tutela istituzionale». Il telegramma è stato infatti inviato al procuratore generale Francesco Pintor, al procuratore della Repubblica Enrico Di Nicola e naturalmente al direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, Maddalena Ragni, e alla sovrintendente per i beni architettonici Sabina Ferrari. Poche righe per invocare lintervento delle autorità e «scongiurare la distruzione di un bene di interesse storico e artistico, delitto punito dallarticolo 635 del codice penale». In difesa della struttura, «esempio eminente di architettura razionalista», citata su importanti riviste internazionali di settore e cara anche alla erede del progettista, lurbanista Federica Legnani che dal nonno ha ereditato lamore per paesaggi urbani, si era schierato anche lordine degli architetti. «Quella costruzione era talmente bella da essere inserita anche nelle visite guidate in bicicletta che avevo organizzato - racconta Daniele Vincenzi, responsabile della Commissione cultura dellordine».