Doveva assegnare la gestione di servizi sociali, educativi e bibliotecari per cinque anni Bando da correggere: se ne riparlerà fra quattro mesi ---------------------------------------------------------------------------- Gara fatta, buste aperte. Ma in modo del tutto inutile. Le regole del gioco erano chiare, ma fino a un certo punto perché, dicono da palazzo Civico, negli atti erano inseriti elementi che potevano prestarsi a interpretazioni non univoche nell'attribuzione del punteggio finale. Così, l'amministrazione comunale ha deciso di annullare la gara e di provvedere a emettere un nuovo bando. Il fatto è che non si trattava di una gara qualsiasi, da qualche migliaio di euro. No davvero: qui in gioco c'era (e continuerà a esserci) qualcosa come 6 milioni e mezzo di euro. Una maxi-gara, insomma, che dovrà assegnare la gestione quinquennale di servizi che vanno dal campo sociale a quello educativo (non scuole, ma ludoteche), per finire con biblioteche e musei. Partite importanti, sui quali si misura la qualità di un'amministrazione che ha sempre fatto della qualità dei servizi alla persona un fiore all'occhiello. In due si sono presentati a questa gara. Vi hanno preso parte due consorzi, uno guidato da una capofila bolognese e uno da una capofila di Empoli. In entrambe le associazioni d'impresa sono presenti, fra l'altro, cooperative livornesi. Non era una gara a ribasso, ma regolata dal criterio dell'offerta economicamente conveniente. Il consorzio empolese aveva presentato un'offerta economica sensibilmente più bassa di quella dell'altro concorrente, tanto che le voci di corridoio, provenienti dagli ambienti delle società di servizi, dicono che a Empoli stanno valutando l'opportunità di ricorrere contro l'annullamento, convinti che la valutazione complessiva delle carte avrebbe dato ragione a loro. Il Comune però ha tagliato corto, preferendo mandare la gara a gambe all'aria e rifare tutto (o quasi) da capo. L'amministrazione conta di uscire da questa situazione di impasse nell'arco di quattro mesi e si dice pronta a ripubblicare la gara entro il mese di gennaio. Una soluzione degna di «Io speriamo che me la cavo», ma pur sempre una soluzione. lu.dem.