Il 2007 è stato l'anno in cui la Valdiluce è stata definitivamente consegnata al cemento e alle logiche imprenditoriali e affaristiche che ci stanno dietro. Questa parte di montagna ha rivoluzionato il suo aspetto, cedendo quasi tutto lo spazio disponibile ai palazzoni (per fortuna qualitativamente ed esteticamente migliori rispetto alle brutture degli anni Settanta) destinati ad ospitare le famigliole di sciatori desiderosi di mettersi e togliersi gli scarponi sull'uscio di casa. Una vera e propria cittadella, che è nata, si è ingrandita e sarà completata con il convinto lasciapassare della Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali di Firenze. Gli ambientalisti sono tutt'altro che contenti dell'opera di tutela e salvaguardia svolta dall'ente guidato dall'architetto Paola Grifoni, soprintendente reggente. Suscitarono un ampio dibattito ed aspre polemiche le dichiarazioni rese al Tirreno dalla stessa Soprintendenza. «Per la Valdiluce è stata intrapresa la strada rappresentata dal male minore, riqualificando l'area con interventi di alta qualità architettonica, in un contesto planimetrico arricchito da piazzette e portici, con un arredo urbano elegante e non invasivo». Frasi da far accapponare la pelle. La Grifoni precipita.