Il Comune di Prato parteciperà all'acquisto del nuovo reliquario per il Sacro cingolo mariano mettendo a disposizione della Curia diocesana 54mila euro. La necessità di sostituire l'attuale teca in cristallo di rocca è emersa da un sopralluogo del soprintendente dell'Opificio delle pietre dure di Firenze che ha verificato l'usura dell'involucro dovuta all'uso (cinque ostensioni ogni anno) e al lungo tempo passato. Una teca realizzata nel 1638 da un artigiano milanese. Dopo aver valutato vari progetti la Curia diocesana ha optato per quello presentato dallo scultore-orafo Giampaolo Babetto nel quale si abbina la doppia valenza, civile e religiosa, del culto mariano. PRATO. Dopo 370 anni la preziosa teca in cristallo di rocca, realizzata nel 1638 da un orafo milanese, dove è custodito il Sacro cingolo mariano (la cintola della Madonna), ha bisogno di un po' di riposo. A causa dell'uso (cinque ostensioni ogni anno) e del tempo, il reliquario sta perdendo i suoi smalti. In seguito ad un sopralluogo effettuato dal soprintendente dell'Opificio delle Pietre dure di Firenze la Curia diocesana ha deciso di commissionare al maestro Giampaolo Babetto, scultore e orafo, il progetto per la nuova teca. L'attuale reliquario verrà conservato nel museo diocesano. La teca di Babetto sarà, nella storia della cintola, il quarto contenitore: in origine venne infatti custodita in uno scrigno d'avorio, poi nella splendida Capsella (1447 circa) di Maso di Bartolomeo, collaboratore di Donatello: uno scrigno in rame dorato, osseo corno. Per proteggerla maggiormente, nonostante la striscia di lana finissima di capra broccata in filo d'oro fosse mostrata calzando guanti, venne poi trasferita nella teca donata dall'artigiano milanese, oggi conservata nella cappella della Cintola, la prima della navata sinistra appena si entra nella cattedrale. Dopo aver consultato vari maestri orafi la scelta della Curia diocesana è caduta sul progetto presentato da Babetto, parso «interpretare al meglio lo spirito della tradizione, visto che vi sono contenuti i simboli della Chiesa e della città, e della sacralità della reliquia». La reliquia, nel corso dei secoli, è infatti diventata un simbolo civico al quale tutta la città di Prato è rimasta legata. Una conferma dello stretto rapporto che unisce Chiesa e Comune affonda le sue radici nella storia. Le ostensioni pubbliche erano regolate «dagli statuti del Comune al quale spettavano parti delle chiave necessarie per estrarla dall'altare». Inizialmente si svolgevano soltanto per Pasqua e l'8 settembre, poi vennero introdotte anche quelle di Natale, del primo maggio e del 15 agosto. Il Capitolo della Cattedrale ha chiesto al Comune, in quanto «storicamente comproprietario della Sacra Cintola e detentore di due delle tre chiavi del contenitore in cui è custodita», di contribuire ai due terzi della spesa complessiva, calcolata in 81.600 euro. Al Comune dovrà quindi sborsare 54.400 euro. La prima tranche (27.200 euro) viene versata ora mentre la restante alla consegna dell'opera prevista nel giugno 2008.
PRATO. Il Comune pagherà il nuovo reliquario. Una teca d'artista per conservare il sacro cingolo della Madonna
Il Comune di Prato ha deciso di contribuire con 54mila euro all'acquisto di un nuovo reliquario per il Sacro cingolo mariano. La teca attuale, realizzata nel 1638, sta perdendo i suoi smalti a causa dell'uso e del tempo. La Curia diocesana ha commissionato al maestro Giampaolo Babetto il progetto per la nuova teca, che sarà il quarto contenitore della cintola. La teca attuale verrà conservata nel museo diocesano. Il Comune dovrà contribuire con 54.400 euro, mentre la Curia diocesana coprirà il resto della spesa. La prima tranche di 27.200 euro è stata versata ora. La nuova teca sarà completata nel giugno 2008.
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