La Siae cambia pelle e fa il pieno di competenze. Oltre a tutelare i diritti economici e morali sulle opere dell'ingegno, potrà agire come un normale soggetto imprenditoriale, nonché accertare e riscuotere imposte e contributi, anche in convenzione con regioni, enti locali e pubbliche amministrazioni. E d'intesa con il ministero dei beni culturali promuoverà studi e iniziative per incentivare la creatività dei giovani autori italiani. Via libera, inoltre, all'utilizzo gratuito su internet di opere dell'ingegno (immagini e musica) per uso didattico o scientifico e senza scopo di lucro. A rivoluzionare l'assetto dell'ente è un disegno di legge (atto senato n. 1861) approvato lo scorso 21 dicembre dalla commissione istruzione e beni culturali del senato riunita in sede deliberante. Il provvedimento, di due soli articoli, che aveva già ricevuto l'ok di Montecitorio il 25 ottobre, contiene una conferma e una novità. La società italiana degli autori ed editori resta un ente pubblico, ma il suo status si completa con il riconoscimento di ente economico. Un'aggiunta non da poco, in quanto svincola definitivamente la Siae dai limiti dettati dal decreto legislativo 41999 cui sono sottoposti gli enti pubblici non economici. «È un momento storico», ha commentato il presidente Giorgio Assumma, «atteso da anni dagli autori e dagli editori associati. Con la nuova legge la Siae potrà agire a pieno titolo con criteri di imprenditorialità, fronteggiando adeguatamente la concorrenza delle analoghe società straniere di collecting, alle quali l'Unione europea ha aperto le porte del mercato italiano». «La Siae», ha proseguito Assumma, «che non ha mai ricevuto soldi pubblici, ma che vive dei risultati della sua attività d'impresa, viene ora equiparata agli organismi imprenditoriali regolati dalle norme del diritto civile». Un'altra novità contenuta nella legge riguarda la giurisdizione. Tutte le controversie riguardanti le attività dell'ente, comprese le modalità di gestione dei diritti, l'organizzazione e le procedure di elezione e funzionamento degli organi sociali, saranno infatti devolute al giudice ordinario e non più al Tar. Sono fatte salve in ogni caso le competenze degli organi della giustizia tributaria. Sullo statuto la legge (a firma del deputato Pd Renzo Lusetti) prevede che debba essere adottato dall'assemblea, su proposta del consiglio d'amministrazione, per poi essere approvato con decreto del presidente del consiglio dei ministri. Il presidente della Siae sarà nominato con decreto del presidente della repubblica su proposta del premier. La vigilanza sulla Siae spetterà al ministro per i beni culturali congiuntamente con la presidenza del consiglio dei ministri. L'attività di vigilanza sarà svolta sentito il ministro dell'economia e delle finanze per le materie di sua competenza. Infine, come detto, la legge consente la libera pubblicazione, a titolo gratuito, attraverso la rete internet di immagini e musiche a bassa risoluzione (o degradate) per uso didattico o scientifico, a condizione che l'utilizzo non sia a scopo di lucro.
La Siae cambia pelle e fa il pieno di competenze - Ok alla legge sul passaggio a ente pubblico economico
La Siae, società italiana degli autori ed editori, è stata riformata con un nuovo disegno di legge approvato dal senato il 21 dicembre. L'ente pubblico sarà equiparato a un ente economico, permettendogli di agire come un normale soggetto imprenditoriale. La Siae potrà accertare e riscuotere imposte e contributi, promuovere studi e iniziative per incentivare la creatività dei giovani autori italiani e utilizzare gratuitamente opere dell'ingegno su internet per uso didattico o scientifico.
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