Sul nuovo porto a Garda, interviene anche Legambiente Verona. Michele Bertucco spiega: «Pianificazione è parola sconosciuta sul lago di Garda: ogni Comune va proponendo nuovi porti che aumenteranno la cementificazione e metteranno ulteriormente in crisi l'ecosistema del Benaco. Il nuovo porto di Garda nasce dal nulla, se non dalla speculazione di qualche privato: non era mai stato proposto nelle consultazioni per la stesura del piano d'area del Baldo-Garda». Legambiente precisa ancora: «Erano 4 mila le barche a motore stabili, più altre 10 mila carrellabili in estate: numero che veniva definito imponente, al limite della tolleranza, nel Piano territoriale regionale di coordinamento (Ptrc) dell'ottobre 1989 della Regione; limite che, se superato, avrebbe generato congestione, pericolo, inquinamento. Nell'allegato piano d'area del Garda, la Regione dava direttive per definire il totale di imbarcazioni ammissibili sul lago; si doveva anche definire una regola che limitasse i mezzi al di sopra di una data potenza. Ma abbiamo assistito alla costruzione di nuovi porti d'impatto ambientale discutibile». Prosegue: «Abbiamo visto l'esagerata posa di boe a ridosso di canneti o zone balneari; è aumentato a dismisura il numero di natanti, alcuni di misure esagerate e con potenza sempre maggiore. Da aggiungere poi il caos portato dalle moto d'acqua. I fenomeni previsti dal Ptrc del Veneto, si sono verificati senza che nessuno intervenisse, nonostante la legge che disciplina la navigazione». Legambiente poi propone: «Alla Regione chiediamo di porre freno ai natanti a motore e di stabilirne il numero ammissibile; si costituiscano le autorità preposte; si delimitino con boe le zone balneari, i canneti e le zone archeologiche; si obblighi con cartelli plurilingua al rispetto delle norme di navigazione; si faccia rispettare la normativa che obbliga i conducenti di moto d'acqua a essere muniti di patente nautica; agli incaricati alla vigilanza siano forniti gli strumenti di controllo». Infine: «Basta con i nuovi porti: si migliorino quelli esistenti: il lago non è il mare».A.S.