------------------------------------------------------------- Dove è conservata la serie più completa di reperti in avorio del Medioevo cristiano esistente al mondo? La risposta è sorprendente: non in uno dei maggiori musei europei o statunitensi, ma nel Museo Diocesano di Salerno. Dove, intorno a questo prezioso nucleo costituito da 69 formelle con scene dellAntico e del Nuovo Testamento, è allestita la mostra «Lenigma degli avori medievali da Amalfi a Salerno» (sino al 30 aprile 2008). Lesposizione, curata da Ferdinando Bologna, presenta i reperti conservati a Salerno accanto ad altri che, trafugati o venduti a fine Ottocento, sono attualmente fuori dallItalia. Si tratta di unoccasione unica per vedere riunito un insieme di avori che, appartenenti in origine ad un arredo liturgico di funzione e destinazione ancora discusse, è in grado di restituire una stagione dellartigianato artistico di valore assoluto che trovò condizioni economiche e sociali per esprimersi al meglio nellarea tra Amalfi e Salerno nei decenni a cavallo fra la fine dellXI e gli inizi del XII secolo. Nella valutazione va tenuto presente il pregio del materiale utilizzato: nel Medioevo, infatti, lavorio era considerato al pari delloro e dellargento e veniva lavorato solo nellambito di ateliers specializzati e collegati con i principali centri di potere e dirradazione culturale dellepoca, vale a dire le corti principesche e i monasteri. Osservando le formelle ci rende conto, da un lato, della cultura e dellaggiornamento delle maestranze in grado di guardare sia verso lEuropa sia in direzione dellarea siropalestinese, e, dallaltro, della profonda conoscenza teologica dei committenti ben testimoniata dalla raffigurazione di 74 episodi biblici. In avorio venivano realizzati prevalentemente oggetti sacri, ma non solo. Ed allora sono presentati anche reperti da riferire alla vita signorile come alcuni rari pezzi del gioco degli scacchi e diversi corni da caccia.