Legambiente, Italia Nostra e Wwf dopo il voto in Consiglio. L'assessore replica «No alla lottizzazione, zona da tutelare». Giacino: «È un piano di riqualificazione ambientale, risale al 2006» «Con l'approvazione in Consiglio comunale della lottizzazione del Nassar rischia di essere vanificato il progetto di Parco dell'Adige. L'amministrazione Tosi, con questo intervento, prosegue nella sua politica di cementificazione del territorio». È piena di preoccupazione la denuncia delle associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente e Wwf, che poche settimane dopo la battaglia contro l'abolizione del parco della collina da parte dell'amministraziione Tosi, tornano a lanciare un allarme per la tutela del paesaggio in zone delicate del territorio comunale. In questo caso contestando la scelta di riproporre l'edificazione dell'area del Nassar «nonostante la fragilità ambientale del sito che era già stata evidenziata in sede di osservazioni al Piano di Assetto del Territorio (Pat) e che avrebbero consigliato un ripensamento nelle more del regime di salvaguardia. Il piano, inoltre», prosegue la nota congiunta delle tre associazioni, «andava corredato da una relazione di screening, come previsto dalla Guida metodologica prodotta dalla Regione Veneto (Dgr numero 3173 del 101006), per valutare la necessità o meno di una Valutazione di incidenza ambientale (Via) in relazione alla diretta connessione della suddetta area del Nassar con il Sito di interesse comunitario dell'Adige». Il complesso edilizio previsto al Nassar - la zona verde all'ingresso del territorio comunale prima di Parona - è diviso nei comparti architettonici distinti di Borgo Antico (direzionale-commerciale) e Borgo Aironi (residenziale) e si caratterizza per una volumetria totale di quasi 80.000 metri cubi (dei quali 74.778 residenziali e 2.930 direzionali-commerciali) «in fortissimo contrasto», scrivono Italia Nostra, Legambiente e Wwf, «con il delicato contesto paesaggistico della riva sinistra del fiume Adige, che alterano la visione della sponda destra, ove si collocano il forte austriaco Parona e il complesso monumentale cinquecentesco di Villa Vinco, con suo viale alberato». «L'inevitabile congestione viabilistica», prosegue la nota, «con l'impatto di centinaia di veicoli su viale Brennero, sarà ulteriormente aggravata dalla realizzazione della rotonda, che rallenterà il traffico su un'arteria stradale extraurbana già al collasso. La localizzazione dell'insediamento residenziale e commerciale renderà poi impossibile il collegamento con la cosiddetta strada di gronda attraverso un nuovo ponte sull'Adige». Le tre associazioni ambientaliste confermano, in conclusione, «l'assoluta opposizione al progetto, che andrà definitivamente a stravolgere la vivibilità della frazione di Parona, con un intollerabile carico di traffico e un impatto ambientale incompatibile con le valenze ambientali del sito, adiacente al Parco dell'Adige, area naturale protetta». A tali rielivi replica l'assessore all'urbanistica Vito Giacino. «Le operazioni urbanistiche su Nassar e Seminario», sostiene, «sono comprese in due schede del Paque approvate del 2006 e integrate nel Pat dalla passata amministrazione. Quindi mi stupisco del fatto che ci sia meraviglia oggi. Ma tranquillizzo tutti: Seminario e Nassar sono frutto dell'elaborazione della struttura di valutazione urbanistica della Regione finalizzata alla riqualificazione ambientale. Inoltre il Nassar si trova al confine con Pescantina e non c'entra niente col parco dell'Adige». L'assessore Giacino, infine, ricorda che il Consiglio comunale, «su proposta della consigliera dell'Ulivo Carla Padovani, ha approvato un ordine del giorno bipartisan che destina l'introito di un milione di euro dalla lottizzazione Nassar per interventi migliorativi della qualità della vita a Parona».
URBANISTICA.Cemento al Nassar, addio parco dell'Adige
L'amministrazione comunale di Tosi ha approvato la lottizzazione del Nassar, un'area verde all'ingresso del territorio comunale, che rischia di essere vanificata dal progetto di Parco dell'Adige. Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente e Wwf hanno denunciato la scelta, contestando la fragilità ambientale del sito e l'impatto negativo che il progetto avrà sulla vivibilità della frazione di Parona. Il piano di riqualificazione ambientale, che risale al 2006, prevede la realizzazione di un complesso edilizio di 80.000 metri cubi, che altererà la visione della sponda destra del fiume Adige.
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