Ci sono eccessi, nellabuso di cemento su gran parte delle coste italiane, che fanno scandalo. Per questo ho firmato lappello per chiedere che unisola ancora incontaminata come Procida rimanga intatta. Con tutto il rispetto per gli enti locali che devono decidere queste cose, mi auguro che si possa evitare uno scempio a Procida, unisola ancora pulita e verde. Lho conosciuta grazie a un amico, il regista Giuliano Montaldo che aveva una casa lì, ci ho passato periodi brevissimi ma ho avuto limpressione di un luogo non violentato dal cemento. Posso capire la commercializzazione di tutto, tenendo conto che le coste italiane alimentano una delle più forti industrie del nostro Paese: il turismo. Ma salvaguardare le bellezze naturali lasciandole il più possibile intatte può sicuramente attrarre un altro tipo di turismo, che non sia quello di massa. Purtroppo siamo talmente abituati allo stravolgimento del paesaggio che quasi non ci facciamo più caso. Mia moglie, nata in una cittadina della Sicilia, San Giorgio di Gioiosa Marea, ci è tornata insieme a me dopo molti anni di lontananza. Il posto era talmente mutato che non ha riconosciuto niente di quello che un tempo le era familiare e ha vissuto un momento di curioso estraniamento. Quando un paesaggio non è stato stravolto dalla mano delluomo conserva un fascino che è ormai sempre più raro da trovare. Recentemente ho composto, su commissione della provincia di Trento, un pezzo ispirato al lago di Garda, Vidi aquam, cinque quintetti e una voce di donna. Poi, dopo essere stato registrato, è stato diffuso sulle rive del lago che in quel punto sembrava incontaminato, senza mostri edilizi che turbassero la vista. Leffetto era di una serenità stupefacente. E ora un folto gruppo di intellettuali, personaggi della cultura e dello spettacolo che frequentano abitualmente lisola, lancia un appello pubblico per "Salvare Procida" dal degrado urbanistico, architettonico e ambientale, con lintento di denunciare il caso a livello nazionale per richiamare lattenzione del governo e dellopinione pubblica. Sono circa tremila le istanze di condono che attendono da decenni di essere esaminate ed eventualmente approvate: dai piccoli abusi su porte, finestre e infissi alle costruzioni o sopraelevazioni sui tetti dove sono state brutalmente decapitate le caratteristiche cupole. Solo per il 2007 il Comune si aspetta un incasso straordinario di 750 mila euro, 250 a testa alla presentazione della domanda, per ripianare il suo deficit di bilancio. Ma il sindaco, Gerardo Lubrano, tiene ad assicurare: «Prima di concedere i condoni, vogliamo che venga riqualificato il territorio». Più che un impegno, però, questo sembra uno slogan di circostanza. A girare per il centro dellisola, lavanzata del cemento appare più forte e minacciosa di una colata lavica. In via Vittorio Emanuele, per esempio, è in costruzione il parcheggio "Olmo Garden" con rampa di accesso al fondo privato e due muraglioni di contenimento: spesa prevista 37.000 euro, come si legge sul cartello esterno con la licenza dei lavori. Poco più avanti, un altro parcheggio viene ricavato a spese di un agrumeto superstite. E vicino alla piazzetta delle Poste, il supermercato Sisa ha già sradicato da tempo limoni e mandarini per accogliere le auto dei clienti. Tutto risulta in regola, per carità, con tanto di permessi e autorizzazioni in carta bollata. Sta di fatto però che le ruspe continuano a scavare come tarli nel legno, mentre la piaga dei parcheggi divora questi polmoni verdi, racchiusi tra antichi muretti e protesi in qualche caso fino al mare. Un patrimonio di verde e di memoria che, una volta distrutto, non si potrebbe più sostituire né tantomeno riprodurre. «Sarebbe uno sfregio irreparabile allambiente e alla natura», commenta affranta Elisabetta Montaldo, trapiantata nella casa in cui visse e morì lattrice Vera Vergani, sorella del giornalista Orio. La verità è che ormai questo pezzo di paradiso sta cambiando anima e pelle. Dallantica tradizione marinara, riassunta nel cliché "un comandante e un prete per ogni famiglia", Procida si converte anno dopo anno a una più moderna vocazione turistica, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che la riconversione comporta. E in mancanza di alberghi e pensioni sufficienti, anche qui la pressione del mercato immobiliare ha fatto lievitare i prezzi oltre misura, fino a 4-5 mila euro al metro quadro, alimentando il fenomeno dellabusivismo diffuso. In base ai calcoli di Giancarlo Cosenza, ingegnere ed ex consigliere comunale del Pci, figlio di Luigi, lautore del Piano paesistico del 1962, sono almeno 600 i vani proliferati in sanatoria senza neppure il parere della Sovrintendenza. E nella maggior parte dei casi, si tratta di costruzioni che oltraggiano loriginaria architettura dellisola, unarchitettura minore e popolare, definita "unarchitettura senza aggettivi" dallo storico dellarte Cesare Brandi. Spariscono così gli archi e le volte, a botte o a vela; le scale costruite a mano subiscono ferite strutturali ed estetiche; i materiali locali come la pietra, la pomice e la malta vengono sostituiti da quelli dimportazione; e sulle facciate delle case e dei palazzi i tipici colori pastello, in prevalenza rosa e giallo, lasciano il posto alle tinte forti che i riflessi del sole rendono accecanti. SullAcropoli di Terra Murata, da cui si domina a novanta metri daltezza lincantevole baia della Corricella, lantica Abbazia di San Michele - il giacimento culturale più importante dellisola - versa intanto in condizioni di abbandono. Il loggione a fronte della sacrestia è stato interdetto per ragioni di sicurezza, sul campanile sono state rilevate crepe e infiltrazioni dacqua, il soffitto a cassettoni rivela preoccupanti avvallamenti, limpianto elettrico è obsoleto e ai limiti delle norme. E cè da temere che prima o poi la chiesa, devoluta nel 1899 da Vittorio Emanuele III al Comune di Procida che se ne assumeva la manutenzione, debba essere chiusa per lavori, sebbene continui ad attirare circa trentamila visitatori allanno. A strapiombo sul mare, anche lantico castello cinquecentesco poi trasformato in carcere duro e abbandonato negli anni Cinquanta, attende di essere restaurato e riutilizzato. Sono circa 30 mila metri quadrati, già costruiti e disponibili. Ma ora si tratta di decidere se lex penitenziario deve diventare un residence per le vacanze, con le vecchie celle ristrutturate in mini-appartamenti, aggravando ovviamente i problemi di sovraffollamento e di traffico; oppure se qui può sorgere - come auspica con entusiasmo lingegner Cosenza - un Palazzo della cultura e dellartigianato, a beneficio dei residenti e dei turisti. Di giorno in giorno - o meglio, bisognerebbe dire di notte in notte - tuttintorno continua intanto a prosperare un "ecomostriciattolo roditore", come lo chiama il regista Giuliano Montaldo, alimentato dallincultura, dalla speculazione, dallincuria o complicità dellamministrazione pubblica. Nel romanzo di Elsa Morante, alla fine Arturo lascia con nostalgia quella piccola terra che "fu tutto" e non metterà mai più piede a Procida. Oggi quel destino minaccia purtroppo di ripetersi per tanti residenti e turisti traditi, con il rischio che lisola finisca per perdere il suo fascino e la sua identità.
la Repubblica
24 Dicembre 2007
PROCIDA - Un patrimonio di verde e di memoria che una volta distrutto non tornerà più
GI
Giovanni Valentini
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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