Prorogata sino a fine marzo l'autonomia della Soprintendenza archeologica di Pompei che vedrà, dunque, ritardato di tre mesi il suo accorpamento alla Soprintendenza «madre» di Napoli. Il provvedimento - che è valido anche per le altre direzioni di secondo livello - è stato varato con apposito decreto del ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli, durante il Consiglio dei ministri di ieri l'altro. Vale a dire che in questo frattempo i due soprintendenti Maria Luisa Nava (Napoli) e Pietro Giovanni Guzzo (Pompei), e il direttore amministrativo Antonio De Simone, resteranno al loro posto ma dovranno lavorare al fine di adottare tutte le misure opportune e significativa per arrivare alla riunificazione delle due importanti realtà archeologiche campane. Ma ad interessare la Campania c'è ancora un altro dato: Vittoria Garibaldi, direttore generale dei Beni Culturali regionali, nominata solo nel luglio scorso al posto di Stefano De Caro (che era stato a sua volta designato direttore generale del settore Archeologia) viene trasferita a Roma, dove assumerà l'incarico della direzione del personale. Insomma, la direttrice Garibaldi è stata davvero una meteora che non ha potuto lasciare alcun segno del suo passaggio, considerato il periodo assolutamente troppo breve per poter impostare un progetto benché minimo su protezione, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale regionale. Il suo posto, a Castel Dell'Ovo, sarà occupato da Luciano Scala, una vita trascorsa ai Beni culturali, nel cui ambito sino a ieri ha ricoperto il ruolo di direttore generale per i Beni librari e per gli Istituti culturali. Ovviamente, i tempi per l'impianto del nuovo dicastero voluto dai vertici di via del Collegio Romano potrebbero subire repentine accelerate e i responsabili non aspettare necessariamente la fine di marzo per varare le nuove nomine o disporre gli avvicendamenti alla guida delle soprintendenze. Novanta giorni sarebbero il tempo ritenuto giusto sia dai politici che dalle organizzazioni sindacali per poter fare le cose con oculatezza. Tra le altre, i provvedimenti verrebbero presi anche tenendo conto dei suggerimenti che arriveranno al ministro Rutelli dai direttori regionali, nuovi insediati. Insomma nessuno, eccetto il ministro, può dire oggi chi e quali direzioni cambieranno in Campania. In regione prima di due mesi non dovrebbe difatti muoversi foglia, anche se le ipotesi che stanno fioccando su avvicendamenti e sostituzioni hanno tutte una certa base logica. Per Salerno, che include anche i territori di Avellino e Benevento, potrebbero non esserci grandi novità e l'area dovrebbe continuare a ricadere sotto la responsabilità di Angelo Maria Ardovino, inviato a sostituire Giuliana Tocco, perché in quiescenza. Tra l'altro, a Salerno, pende ancora il ricorso presentato da Mario Pagano, soprintendente archeologo del Molise, per l'incarico affidato a Ardovino dalla direzione centrale del Ministero che - a dire di Pagano - non avrebbe valutato alcune sue esigenze. Una nomina, poi, dovrà essere predisposta di sicuro per la Soprintendenza ai Beni storici, artistici e architettonici di Caserta, che è retta, a tutt'oggi, ad interim da Enrico Guglielmo, responsabile anche dell'Ufficio di Napoli. Che cosa dicono i sindacati? Commenti cauti e attendisti. «A mio avviso - risponde ad esempio Claudio Calcara della Uil Beni culturali - due mesi sono il tempo necessario per avere chiarezza sulla la situazione politica. E quindi aspettiamo ancora per capire quale sarà in concreto il futuro dei Beni culturali a Sud».
CAMPANIA - Beni culturali, Scala nuovo direttore
Il ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli ha prorogato sino a fine marzo l'autonomia della Soprintendenza archeologica di Pompei, ritardando di tre mesi l'accorpamento alla Soprintendenza madre di Napoli. I due soprintendenti Maria Luisa Nava e Pietro Giovanni Guzzo e il direttore amministrativo Antonio De Simone continueranno a lavorare per adottare misure per la riunificazione. La direttore generale dei Beni Culturali regionali Vittoria Garibaldi viene trasferita a Roma, sostituendo Stefano De Caro. Il suo posto sarà occupato da Luciano Scala. I tempi per l'impianto del nuovo dicastero potrebbero subire accelerazioni.
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