Dal Fai alla Fondazione Carisbo, da Cervellati a pezzi della maggioranza: tutti chiedono alla Provincia di non mettere in vendita il gioiello di via DAzeglio ---------- La Fondazione Carisbo, il Fai e lOfficina delle Idee chiedono alla Provincia di non trasformare lex Maternità di via dAzeglio in un albergo come prevede unipotesi di lavoro di Palazzo Malvezzi a partire dal 2010. Lassessore provinciale Giuseppina Tedde assicura che «scuole e asilo resteranno lì». LUniversità si defila: «Ristrutturazione troppo costosa». Mentre larchitetto Pierluigi Cervellati lancia un provocazione: «Metterei in vendita la Provincia e non il gioiello di via DAzeglio». Marina Forni del Fai: si parla di destini simili per villa Fontana e Villa Orsi mangelli "Chiedo come mai la si sia lasciata marcire per più di 15 anni senza preparare un progetto" Trova oppositori, dalla Fondazione Carisbo al Fondo per lambiente italiano (Fai), la scelta della Provincia di "mettere a reddito" lex Maternità di via DAzeglio trasformando il complesso storico in un albergo. Una destinazione privata prevista per il 2010, ma che già ora alimenta polemiche e incontra non poche perplessità. Virginiangelo Marabini, vicepresidente della Fondazione Carisbo attenta alla salvaguardia del patrimonio culturale cittadino, letti i giornali di ieri, si dice «sorpreso» soprattutto di una cosa: «Mi chiedo perché mai si sia lasciato marcire il palazzo per più di 15 anni senza predisporre alcun progetto». Certo nel passato più recente «si ipotizzò lutilizzo per gli uffici giudiziari», poi però tutto è passato sotto silenzio. Oggi Marabini esclude a questo punto un interessamento diretto della Fondazione di cui fa parte, ma si sente di lanciare un appello alla proprietà (pubblica) dellex Maternità affinché prima di prendere altre decisioni si apra un confronto sul futuro dellex Maternità «con tutta la città». Un percorso allinsegna della partecipazione insomma. «Negli anni 60, quandero molto giovane - ricorda Marabini, ex Dc - da consigliere provinciale imparai a conoscere il valore del palazzo di via DAzeglio. La Maternità era il fiore allocchiello dellamministrazione provinciale, su questo erano daccordo tutti, cattolici, comunisti e socialisti». Lidea di farne un hotel - «lunica funzione che possa essere accolta è quella alberghiera» conferma lautore della proposta, larchitetto Giampiero Cuppini - dovrebbe evitare speculazioni ulteriori, come quelle legate al residenziale. Ovvio che tutto dovrà passare al vaglio del piano strutturale comunale, dove la Provincia in questo caso è anche ente "controllore", ma per Marabini ce ne è già abbastanza per lanciare lallarme. «Lex Maternità - dice - è a cento metri da San Petronio, vogliamo discuterne? La città deve poter esprimersi, se poi mi si chiede se la Fondazione possa intervenire, io qui mi fermo». Ma limportante anche per la Fondazione Carisbo è che si riapra il dibattito prima di fare altri passi in avanti verso lutilizzo alberghiero. E ciò che si auspica anche la vicepresidente regionale del Fai Marina Forni. Anche lei preoccupata perché «la trasformazione in residenze alberghiere di dimore di grande valore storico è una tendenza purtroppo in atto che la vicenda dellex Maternità non fa che confermare. Mi giungono voci di destini simili per villa Orsi Mangelli e per villa Fontana». La necessità di salvare "i muri" dal degrado e dallincuria spinge le proprietà verso soluzioni "privatistiche". Ma alla Provincia, ente pubblico, anche il Fai chiede un supplemento di indagine e una maggiore informazione alla città. La notizia del progetto per il palazzo di via dAzeglio è stata diffusa da Palazzo Malvezzi due giorni fa durante lillustrazione del budget 2008. «Lo stabile verrà venduto solo nel 2010 prima di allora bisogna trovare il modo di metterlo a reddito affittandolo per incrementare le entrate» dice lassessore provinciale Aleardo Benuzzi.