Lappello del soprintendente Andreassi: Taranto e la Puglia vengano a guardare i preziosi tesori del passato Dopo un lavoro collettivo durato anni (e destinato a proseguire), dopo un impegno concentrato di mesi, e dopo settimane di spasmodica tensione, con lapertura al pubblico di una prima sezione del Museo nazionale archeologico di Taranto crediamo di aver contribuito, grazie allaiuto di tanti operatori, colleghi ed amici interni ed esterni alla nostra Soprintendenza, a dischiudere prospettive concrete di crescita e di ottimismo per la città di Taranto, per il territorio ionico e per tutta la Puglia, ma anche per unamministrazione dei beni culturali oggi particolarmente incerta sul proprio futuro. Certo devo riconoscere alcuni inconvenienti che si sono purtroppo verificati a margine della cerimonia inaugurale di giovedì 20 dicembre, rammaricandomi delle difficoltà che il numerosissimo pubblico ha incontrato per accedere al museo o addirittura per limpossibilità incontrata da alcuni di accedere alle sale al piano terra. Come spesso accade in situazioni di tale complessità, abbiamo dovuto mediare fra diritti e doveri, fra ragioni della sicurezza e senso dellospitalità, cambiando più volte 'in corsa, fino allultimo minuto, il programma complessivo e la stessa composizione del tavolo dei relatori. Non sarà inoltre superfluo ricordare che, come spesso accade, fino a pochi minuti prima dellorario fatidico le operazioni di rifinitura erano ancora in corso, così come non va dimenticato il gran numero di referenti, per le diverse funzioni, che hanno operato in contemporanea fino agli ultimi attimi, con grave pregiudizio per il loro migliore coordinamento. Spero che tutti colo che sono stati con noi in quel giorno di grande festa, ma anche coloro che non hanno potuto prendervi parte, comprendano le difficoltà degli organizzatori e cerchino ogni prossima occasione per fruire di una visita svolta in più tempo e con migliore accoglienza. Al di là di qualche isolata intemperanza, devo in ogni caso ringraziare sentitamente per lo spazio datoci e per la professionalità dimostrata tutti i rappresentanti degli organi dinformazione, a partire da chi ha accettato di moderare la non facile cerimonia e di chi si è assunto lonere di coordinare lunghe e complesse dirette televisive. A tutti loro vorrei però raccomandare limpegno di continuare a tenere alto linteresse dellopinione pubblica sul nostro amato MarTa. Passando a venerdì scorso, ovvero al primo giorno di apertura al pubblico del nuovo Museo, vi sono entrati fra le 8,30 e le 19 un numero di 102 visitatori, di cui 36 paganti a tariffa intera e 14 a tariffa ridotta: un numero in assoluto soddisfacente, ma certo inferiore a quello che avremmo sperato per la novità che si rendeva disponibile dopo anni di mancanza di un qualcosa (il museo) che veniva descritto come unesigenza primaria negata ai cittadini di Taranto. Mi piace sperare che in questi giorni prenatalizi ci siano troppi e ben altri impegni da onorare, per cui il test del giorno di apertura potrebbe risultare falsato per difetto. Ma in ogni caso desidero rinnovare, soprattutto ai cittadini di Taranto e della Puglia, linvito a venire numerosi al MarTa. soprintendente per i Beni archeologici della Puglia