Il critico partecipa a una trasmissione di Rai3 e rivela anche che Ligresti preferirebbe costruire "in orizzontale" "Ispiratevi alla Slow architecture, le torri sono un modello retrò" Il professor Faraggiana del Politecnico ha elaborato una nuova simulazione con limpatto dei cinque maxiedifici previsti dal Prg "Il modello di sviluppo delle città italiane dovrebbe ispirarsi alle idee di un piemontese illustre come Carlo Petrini. Prendiamo Torino, la più bella città del paese nella sua urbanistica, occorre mantenerla come è. Allora, dopo lo Slow food, lanciamo la Slow architecture. E diciamo basta a questi grattacieli: sono modesti, appartengono a un modello retrò, tipico degli anni '70". Non le ha mandate a dire ieri Vittorio Sgarbi in collegamento da Milano con la trasmissione di Raitre "Ambiente Italia", in diretta dalla Mole Antonelliana. Trasmissione dedicata proprio al tema dei grattacieli, che ha riunito sul set torinese il sindaco Chiamparino e gli architetti Carlo Olmo e Riccardo Bedrone, oltre a Piero Derossi e Andrea Rolando, questi ultimi tra i più contrari a costruire troppo in altezza. Sul terrazzo della Mole, con il presidente e il direttore del Museo del Cinema Sandro Casazza e Alberto Barbera, un bellicoso Sergio Hutter. Ma ancora una volta è stato limpetuoso assessore milanese a tenere la scena: " A Torino cè il modello Lingotto, meglio recuperare lesistente, le vecchie aree industriali. Tenendo conto anche che ormai le città non si riempiono più come negli anni 60, è più facile che la gente oggi con lautonomia consentita nel lavoro dalle tecnologie e da internet torni a vivere fuori, a ripopolare i paesi: allora, a che cosa servono i grattacieli?". Poi da Sgarbi è arrivata la "rivelazione": «Si dice che Ligresti voglia a tutti i costi costruire una torre a Torino sullarea delle Ferrovie: ebbene, gli ho parlato, lui sostiene che lo farà se insistono a chiedergliela, ma lui non è assolutamente innamorato dei grattacieli, gli va benissimo anche costruire in orizzontale». Non accenna dunque a placarsi la querelle sui grattacieli. Ieri poi è saltata fuori anche una nuova simulazione di tutte le torri previste in città, a firma del professor Giorgio Faraggiana, docente di Scienze delle costruzioni al Politecnico, tra gli animatori del Comitato "Non grattiamo il cielo di Torino" (e autore del volume "In fondo alle vie di Torino. La città e le Alpi"). Già ispiratore del primo montaggio con il grattacielo di Intesa San Paolo che sovrastava la Mole Antonelliana, che non era piaciuto per nulla a Renzo Piano e anzi laveva fatto tanto arrabbiare, Faraggiana torna dunque alla carica. In sequenza nel nuovo rendering si vedono il grattacielo sullarea ex Materferro, con unaltezza prevista di 100 metri (limpresa Franco Costruzioni se lè aggiudicata, pagherà al Comune 21 milioni per i diritti edificatori), la torre di Fuksas (altezza superiore ai 200) e una new entry, il grattacielo che, stando al Piano regolatore generale, potrebbe sorgere in area Alenia, verso corso Francia. Infine i due grattacieli della zona di Porta Susa, quello di Renzo Piano e, a fianco, la torre delle Ferrovie, che potrebbe, appunto, andare a Ligresti. Il comitato "Non grattiamo il cielo di Torino" ha intanto superato le mille firme per la delibera di iniziativa popolare da presentare a gennaio in consiglio comunale, per chiedere che laltezza dei grattacieli non superi gli 80-100 metri. E ha creato il nuovo sito www.nongrattiamoilcielo.org.