Boom delle strisce al Salone dei Comics, ma è crisi al museo. Solo trenta visitatori al giorno Pensi di passeggiare per Paperopoli, invece sei nel centro di Lucca. Ti sporgi a dare un'occhiata (multimediale) allo studio di Martin Mystere e ti ritrovi dentro una ex caserma trasformata in museo. Vivono, anzi convivono, tutti qui, nel museo nazionale del Fumetto (Muf), gli eroi delle strisce: Tex Willer e Diabolik, Linus e Rin tin tin, la Pimpa - l'unico cane al mondo a pois bianchi e rossi - e il signor Bonaventura. Non potrebbe essere altrimenti, visto che, da oltre 40 anni, Lucca è la capitale nazionale del Fumetto. E che anche all'ultima edizione di Lucca Comics e Games si sono dati appuntamento 100mila visitatori. Segno che l'interesse per strisce e nuvolette c'è. Ed è contagioso. Di questi centomila appassionati di Comics, però, solo le briciole arrivano al Museo del Fumetto, di proprietà comunale: 1.567 nel mese dei Comics, ma anche meno di 400 in altri mesi. Nell'ultimo anno le presenze sono crollate: circa 11mila visitatori contro i 33mila del 2006. E non sono certo i 4 euro di biglietto (3 ridotto) introdotti a fine 2006 che possono spiegare un flop del genere. Anche perché chi paga l'ingresso - come ricorda anche il sito del Muf - riceve in omaggio un fumetto «di valore pari (o anche superiore) al costo del biglietto». Eppure la crisi è evidente. Nonostante una collezione unica in Italia (di proprietà privata, però) e con pochi rivali in Europa: 30.000 fra tavole e bozzetti originali e 500mila fra albi e giornaletti, visionabili in ogni momento nelle postazioni multimediali che il museo ha allestito nella sala Jacovitti. Ma anche questo non basta ad attirare visitatori, secondo un male contagioso a Lucca, città d'arte ormai immancabile nel tour degli stranieri in Toscana, con musei quasi ignorati. Quello del Fumetto nel 2007 ha registrato una media di 30 spettatori al giorno; quelli nazionali di palazzo Mansi o villa Guinigi ne raggiungono 55-60. Nonostante i continui investimenti da centinaia di migliaia di euro l'anno. È proprio questo a preoccupare il Comune: che le presenze registrate non sono proporzionali (neppure lontanamente) alle risorse investitite nel museo del Fumetto. Dal 2002 a oggi, infatti, il Muf è costato - fra ristrutturazione della sede, nel centro della città, e allestimenti e iniziative editoriali - poco meno di 4 milioni di euro. Nel giro di quattro anni - dal 2004 a oggi - gli spettatori sono stati appena 70mila. Con il calo accentuato nel 2007, quando Lucca, rimasta senza sindaco, è stata affidata (fino a giugno) a un commissario prefettizio. Le cifre, dunque, giocherebbero tutte a sfavore di questo museo. Ma la collezione del Muf e l'interesse per il settore, confermato dal boom dell'ultima edizione di Lucca Comics, portano il Comune a insistere. Ad annunciare piani di rilancio della struttura che devono passare - come ammette l'assessore ai musei, Donatella Buonriposi - dalla creazione di una collezione comunale. Una collezione che, a differenza di oggi, non rischi di volatilizzarsi insieme al proprietario. In questo momento, infatti, la maggior parte delle tavole e del materiale del museo è di proprietà o è stato affidato in comodato a Gianni Bono, genovese, considerato uno dei massimi esperti di fumetto in Italia. Per anni Bono è stato il direttore (oltre che il creatore) del museo e in questo momento è in attesa di riconferma di un incarico di consulenza (non da direttore). Se la riconferma non arrivasse - ipotesi che Comune e lo stesso Bono escludono - la collezione del Muf seguirebbe il suo legittimo proprietario e custode. E Lucca si troverebbe a dover rimettere in piedi la struttura. Con un duro colpo alla città che dal 1965 - dopo l'anno di debutto a Bordighera - ospita il Salone internazionale dei Comics. «Il Museo del fumetto - ribadisce Donatella Buonriposi - rappresenta per Lucca una grande opportunità culturale che, se ben reimpostata, produrrà un'ulteriore crescita della città. Sulla scia del successo dei Comics, il museo potrebbe diventare il fulcro attorno al quale far ruotare, durante tutto l'anno, iniziative ed eventi di grande rilievo». Il primo passo da muovere per ottenere questo risultato, però - ricorda il Comune - è «dare seguito a una reale sostanziosa acquisizione di materiale espositivo attraverso nuovi acquisti e donazioni o comodati, regolarizzando quelli esistenti, anche per evitare dubbi ed incertezze sulle dotazioni temporanee, legate alle volontà delle persone». Dopo di che il Comune si potrà concentrare su mostre di grande richiamo «dedicate a grandi fumettisti e alle loro tematiche, da svolgersi ogni mese nel museo». E anche su una mostra itinerante dedicata ai fumetti «che abbia come ambiente la città». Fino ad arrivare ai grandi eventi al museo, in collaborazione con Lucca Comics e agli stage didattici sul fumetto per le scuole, in vista di creare una sede stabile del "Campus del Fumetto e dell'Immagine".
LUCCA. Museo del fumetto: nuvolette nere sul tempio lucchese di Tex e Diabolik
Il Museo del Fumetto di Lucca, proprietà comunale, ha registrato una crisi di affluenza, con solo 30 visitatori al giorno. Anche se il museo ospita una collezione unica in Italia, con 30.000 tavole e bozzetti originali, e 500.000 albi e giornaletti, le presenze sono crollate nel 2007, con una media di 30 spettatori al giorno. Il Comune di Lucca preoccupa per il futuro del museo, che ha costato poco meno di 4 milioni di euro da 2002 a oggi, con un calo accentuato nel 2007. Tuttavia, il boom dell'ultima edizione di Lucca Comics e Games conferma l'interesse per il settore.
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