"No all'autostrada, sì al tram" è lo striscione con il quale Legambiente Lazio ha manifestato ieri a via Nazionale a Roma per ribadire un deciso «sì al prolungamento del tram 8 a Termini». «Un progetto importante, che rischia concretamente di non essere mai più realizzato», sostiene Legambiente, «a causa del parere sfavorevole della Soprintendenza ai Beni archeologi e paesaggistici per il Comune, che ritiene i fili elettrici del tram, e ora forse anche la corsia centrale, dì complesso ed invasivo inserimento ambientale». «Fatto ancor più grave», prosegue Legambiente, «se si considera che con gli imminenti lavori di ripavimentazione della strada se le cose non cambieranno si consegnerà definitivamente questa strada alle automobili, facendone un'autostrada nel pieno dell'area centrale di Roma». «Proprio in questi giorni», dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, «oltre cento anni fa, venivano inaugurati i tram lungo via Nazionale, con quella stessa linea elettrica che ora la Soprintendenza dichiara di difficile inserimento ambientale». «È insensato», prosegue, «il prolungamento del tram lungo quell'asse serve a combattere il groviglio di lamiere che vi transitano, lo smog che asfissia chi vi abita e vi lavora, a tutelare il centro storico più bello del mondo. Per questo oggi abbiamo manifestato con altri rappresentanti di associazioni e comitati, e abbiamo iniziato una raccolta di firme per chiedere, in assenza del progetto tranviario, la sospensione dell'inizio dei lavori finalizzati all'asfaltatura di via Nazionale». «Non è possibile consegnare definitivamente via Nazionale alle auto e allo smog», sottolinea ancora Parlati, «trasformando la storica arteria in un'autostrada nel pieno dell'area centrale di Roma». Sono molteplici i soggetti nell'indirizzario della petizione, tra cui il sindaco Walter Veltroni, il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, la soprintendente per i Beni architettonici e per il paesaggio per il Comune Federica Galloni, l'assessore alle Politiche della mobilità Mauro Calamante. Nella petizione si chiede che il prolungamento del percorso tranviario sia realizzato subito: per la città di Roma e per i cittadini che utilizzano ogni giorno il mezzo pubblico, non può che procurare vantaggi sia ambientali che alla mobilità urbana. Il passaggio del tram eviterebbe peraltro anche l'asfaltatura dell'intera sezione di via Nazionale, garantendo invece il mantenimento dei sampietrini, che come ritiene tra l'altro la stessa Soprintendenza, fanno parte del patrimonio storico della città.