TARANTO "Riapriremo la seconda parte del museo mettendo a disposizione i due milioni di euro. Manterremo gli impegni come abbiamo fatto per il Petruzzelli". Così il vicepremier Rutelli inaugurando il museo archeologico di Taranto chiuso per restauro da sette anni. "E' un segno di riscossa per la città - aggiunge torneranno alcune opere ferme negli Stati Uniti, sarà un altro motivo di orgoglio". Quanto poi al Petruzzelli: "Ho fiducia di poter partecipare all'inaugurazione per San Nicola 2008. E' un importante museo archeologico dove è esposta, tra l'altro, una delle più grandi collezioni di manufatti dell'epoca della Magna Grecia, tra cui i famosi Ori di Taranto. E' stato fondato nel 1887 ed occupa la sede dell'ex Convento di San Pasquale di Baylon, edificato nel XVIII secolo. L'archeologo Luigi Viola voleva farne un Museo della Magna Grecia, ma esso è sempre stato dedicato, principalmente, alla documentazione archeologica di Taranto e del resto della Puglia. Il piano rialzato del museo è utilizzato, attualmente, per esposizioni temporanee. Il primo piano ospita la sezione greco-romana inerente la società tarantina. Il secondo piano ospita la sezione preistorica del Paleolitico e dell'età del Bronzo inerente l'intero territorio pugliese. Due sale sono dedicate alle sculture in marmo risalenti all'età ellenistica, tra cui figurano statue realizzate con il marmo bianco proveniente dalle cave dell'Isola di Paros; ci sono poi opere minori, alcune delle quali sono copie di originali famosi. Un'altra espone sculture, mosaici ed epigrafi provenienti da edifici pubblici e privati, tra cui figurano le teste in pietra di carparo risalenti al periodo romano. Le sale dedicate alla ceramica proveniente dalla necropoli, sono organizzate secondo un percorso cronologico che va dal periodo della fondazione di Tarante fino all'età arcaica, tra cui figurano le ceramiche protocorinzie e corinzie realizzate nella città di Corinto e poi esportate, provenienti per la maggior parte da corredi funerari. il nuovo «logo» del Museo. La scelta è caduta sull'acronimo «Marta», che sta ovviamente per Museo Archeologico di Taranto, così come Moma sta per Museum of Modern Art of New York, ad esempio, o Gnam sta per Galleria nazionale d'arte moderna di Roma. «Marta» riprende un'intuizione già assunta nel corso dell'allestimento provvisorio del primo piano del Museo, quando si ideò uno «Spazio Marta» per dare sfogo a rassegne temporanee capaci di tenere desta l'attenzione intorno al Museo anche durante i lunghi lavori di restauro. «Marta» sarà dunque il veicolo anche mnemonico, il segno di riconoscimento immediatamente visibile di questa struttura museale che aspira a diventare nuovamente un punto di riferimento in Europa e nel Mondo.