Il ruolo della fondazione, a composizione trasversale di soggetti pubblici (ministeri Beni Culturali ed infrastrutture e Sovrintendenze) e privati, è quello di favorire la tutela, la conservazione ed infine la valorizzazione dei reperti archeologici rinvenuti nello scavo fino al momento del loro trasferimento al nascituro Museo delle Navi Antiche presso gli Arsenali Medicei. «A latere di questa iniziativa dello statuto - entra nel dettaglio Urbani -, abbiamo dato seguito ad un piano industriale che, con più fasi, porterà alla nascita di nuovi e riorganizzati spazi per il museo agli Arsenali Medicei in base ai reperti che di volta in volta verranno restaurati». Conoscevamo già l'idea di un museo «in progress» per le navi di Pisa ma il ministro per le infrastrutture Pietro Lunardi aggiunge: «La piccola stazione ferroviaria di Pisa-San Rossore non sarà più solo luogo di transito ma di sosta turistica impreziosita dall'esposizione di alcuni reperti dello scavo. La vicinanza dello stesso alla Torre, faciliterà la piacevole sosta turistica dei viaggiatori». «Un'apposita commissione del ministero - dice Lunardi - sta studiando questa possibilità per far sì che le stesse Ferrovie siano tra i divulgatori del patrimonio archeologico rinvenuto nello scavo». Rimane ancori però aperta la questione dei finanziamenti sia allo scavo che al museo che dovrebbe nascere nel 2010, ma Urbani tranquillizza e con uno scatto di orgoglio dice: «I fondi ci sono per fare tutto ciò che si è progettato e non abbiamo al momento bisogno di ricorrere a finanziamenti esteri Siamo o non siamo tra i sette paesi più ricchi del pianeta?», n ministro è intervenuto sull'argomento quando tra gli addetti ai lavori si è profilata l'ipotesi di ricorrere ad una legge speciale. Stefano Bruni, primo direttore del cantiere, aveva auspicato «la possibilità di fare ricorso all'elaborazione di una legge speciale come è stata fatta per la Torre di Pisa di modo da snellire le procedure di affidamento degli incarichi». Urbani non esclude tale possibilità «ma solo se sarà veramente necessario. Al momento, il Paese ha bisogno di abrogare, piuttosto che di fare nuove leggi speciali». E ministro non ritiene dunque che vi siano problemi di finanziamento e cala il suo asso nella manica. «Di concerto con il ministro Lunardi - spiega Urbani - abbiamo inventato, è proprio il caso di usare questo termine, la società Archeus che ha come missione l'elaborazione delle attività per lo sviluppo delle arti, spettacoli e cultura società finanziata con il 3 che gli investitori impegnano nella realizzazione delle grandi infrastrutture. I finanziamenti per ponti ed autostrade quindi, vanno in quella piccola ma importante quota percentuale verso i beni culturali, il tutto senza aver dovuto chiedere un solo euro al collega Tremonti quindi al portafogli del cittadino». I due ministri prima di arrivare alla Teseco, hanno voluto visitare la mostra di «Pisa ed il Mediterraneo» con un Urbani che si è detto entusiasta «per l'enormità della ricchezza culturale, storica ed archeologica là raccolta ed esposta». L'incontro con i due ministri al seminario, si è concluso con un minuto di raccoglimento per le vittime italiane nell'attentato a Nassiriya. PISA. «Abbiamo un modello di statuto che può essere usato per la nascitura fondazione per le antiche navi di Pisa», ha detto il ministro Giuliano Urbani nel suo saluto alle autorità locali ed agli studiosi intervenuti al seminario su «Le navi di Pisa, dalla conservazione alla valorizzazione», tenutosi nel capannone della Teseco proprio accanto alla due navi, la Giuditta e la piroga, lì in restauro. «Adotteremo per la fondazione di Pisa, uno statuto simile a quello usato per il Museo Egizio di Torino, con le opportune modifiche».