Ci sono le basi perché il contenzioso si possa chiudere e quindi si può sperare di riavere il museo nella seconda metà del 2008 -------------------------------------------------------------------------------- Verso l'accordo per la casa natale di Giacomo Puccini, il museo di corte San Lorenzo chiuso da quattro anni. Da ieri, infatti, c'è uno spiraglio in più per la riapertura, auspicata da molti in vista delle celebrazioni per il 150 anniversario della nascita del compositore, nel 2008. La Fondazione Puccini, protagonista di un contenzioso che dura da anni con la nipote del maestro, Simonetta, ha fatto un passo indietro. Rinunciando a ogni rivendicazione sulla proprietà dell'immobile. Lo ha deciso il consiglio generale della stessa Fondazione, che si è riunito ieri pomeriggio. Un passo indietro arrivato dopo la disponibilità, espressa dalla signora Puccini, di vendere a un euro la casa di Puccini - in pratica una donazione - alla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il segnale di disponibilità della nipote del maestro non è rimasto inosservato, così la fondazione Puccini ha deciso «di operare - si legge nel comunicato inviato al termine della riunione di ieri - in modo da favorire la realizzazione di tale intento dichiarato, allo scopo di assicurare il restauro e la riapertura al pubblico della casa museo». Se alla dichiarazione della signora Puccini seguiranno i fatti, la Fondazione Puccini, quindi, rinuncerà a ogni rivendicazione sull'immobile e, nella vertenza giudiziaria in corso, ai diritti sul bene. Più controversa, invece, la questione dei mobili e degli arredi della casa museo di corte S. Lorenzo. La signora Puccini vorrebbe trasferirne alcuni, i più prestigiosi, a Torre del Lago, nella villa davanti al lago di Massaciuccoli dove il compositore è sepolto. Ma la Fondazione Puccini non ci sta, perché i beni mobili sono di sua proprietà. «Titoli di proprietà documentati - spiega il comunicato inviato ieri - di cui il giudice nella sentenza di primo grado non ha tenuto conto». Da parte della Fondazione Puccini, quindi, non c'è alcuna intenzione di rinunciare alla rivendicazione dei mobili. Tuttavia ha deciso di affidarli in comodato alla Fondazione Cassa di Risparmio «affinché e fintanto che essi vengano conservati nella casa museo di corte S. Lorenzo». Su questo ultimo punto bisognerà aspettare la risposta della signora Puccini. Il sindaco Mauro Favilla è fiducioso. «Su queste basi - afferma - spero che si possa chiudere il contenzioso». E si sbilancia in un cauto ottimismo. ««Se tutto va bene - dice - i tempi per la riapertura del museo, almeno nella seconda metà del 2008, ci sono». Perché sia di nuovo fruibile, la casa natale di Puccini, chiusa da circa quattro anni, ha bisogno di diversi lavori al suo interni. Per terminare i quali saranno necessari almeno sei mesi e una spesa approssimativa di 250mila euro, già assicurati dalla Fondazione Crl. Il consolidamento dell'esterno e del tetto, invece, sono già stati fatti dal condominio. Paola Taddeucci