Portata via di notte, alla«cinese», infilata in un tubo Innocenti appoggiato sulle spalle da due ladri la cui vera intenzione forse era proprio questa: farla ritrovare. La vera da pozzo staccata dalla Casa dei Ceii è stata nascosta dai ricettatori soltanto una settimana. Domenica sera i carabinieri di Torre Annunziata e il Nucleo Patrimonio tutela beni artistici hanno assicurato il reperto rubato agli Scavi di Pompei, la bocca di cisterna di pietra, che presto tornerà al suo posto, o sarà tra quelli superstiti e «mobili»che verranno messi al sicuro in deposito per non correre più rischi, come è stato deciso con l'avallo del soprintendente Pier Giovanni Guzzo, dal capo di gabinetto del ministro Urbani. Un bel risultato per l'Arma, che nell'ultimo anno ha recuperato molti pezzi, dalla statua del Marenariello agli stessi frammenti di pitture murarie della Casa dei Casti Amanti. Ciò non risolve il problema dei furti dell'area archeologica. Repubblica l'ha sottoposto al responsabile della sicurezza del Rijksrnuseum di Amsterdam Ton Cremers attraverso il sito Internet «museum-security.org», che ospita il forum degli esperti in materia: «Il ministro della Cultura italiano dovrebbe investire in tecnologie di sicurezza, che vigili anche all'interno: è davvero singolare che non esista a Pompei un sistema di telecamere. Il ministero della cultura della Grecia - informa Cremers, responsabile di uno dei quadri più importanti e a rischio attentati al mondo: La ronda di notte di Rembrandt - controlla diversi siti archeologici da una cabina di regia centrale sita ad Atene che arriva sino al Monte Athos, a nord della Grecia. Ed è impensabile che di notte il sito sia indifeso: sembrerà antiquato, ma per-sino il modernissimo Getty Museum usa cani da guardia».