MOSCA Una nuova disputa tra la Russia e la Gran Bretagna rischia di far saltare uno dei principali eventi culturali-del prossimo anno, la mostra dei maestri russi e francesi che dovrebbe aprirsi il 26 gennaio alla Royal Academy di Londra. Il governo russo sostiene di non aver avuto sufficienti garanzie per il ritorno in patria delle opere dopo la mostra e così decine di tele dei più grandi impressionisti e post-impressionisti, da Matisse a Gauguin, a Reroir, a Malevich e Kandinskij sono state bloccate. Da Di sseldorf, dove sono state esibite, le tele prenderanno la via della Russia. Almeno per ora, visto che ieri sera da Londra è giunta unapertura che potrebbe sbloccare la situazione. Il ministro della cultura James Purnell ha annunciato che il suo governo intende anticipare al 7 gennaio lentrata in vigore di un provvedimento in materia approvato dal parlamento. La legge proibisce la confisca da parte dei tribunali civili delle opere darte date in prestito sulla base di un accordo tra governo e governo. Ma da Mosca non cè stata ancora alcuna risposta. E ieri il responsabile dellagenzia della cultura, Mikhail Shvydkoj aveva confermato il rimpatrio delle opere. Il problema nasce proprio dal rischio di confisca, rischio legato alla provenienza dei capolavori. Si tratta, come per tanti altri tesori custoditi nei musei russi, di oggetti che appartenevano a privati e che sono stati espropriati dopo la rivoluzione del 1917. Gli eredi dei legittimi proprietari che non riescono ad avere soddisfazione dalle corti di giustizia russe, aspettano queste opere al varco e, non appena arrivano in un paese dove non sono «protette» in qualche modo, fanno causa. Nel caso specifico si parla delle collezioni di due imprenditori russi, Sergej Shchukin e Ivan Morozov. Shchukin era un grande amante degli impressionisti e aveva iniziato a collezionarli quando ancora pochissimi li apprezzavano. Nel 1909 aveva aperto il suo palazzo moscovita al pubblico, creando grande scandalo fra i tradizionalisti. Nella sua collezione di 213 quadri cerano 12 Monet,16 Gauguin, 8 Cézanne. La Danze di Matisse fu realizzata appositamente per essere collocata sulla scalinata del suo palazzo moscovita. E la Stanza Rossa, sempre dello stesso artista, fu dipinta per la sua camera da pranzo. Anche Morozov era un grande appassionato di impressionismo. Appena poteva si recava a Parigi per fare acquisti. Nel 1913 la sua collezione era formata da 140 opere. Entrambe vennero espropriate da Lenin nel 1918 ed esposte a casa Morozov, diventata museo. Nel 1948 Stalin lo fece chiudere nella sua campagna contro il cosmopolitismo e parecchie opere rischiarono di essere bruciate. Ora sono divise tra il Pushkin di Mosca e lErmitage di San Pietroburgo. La disputa tra Mosca e Londra va avanti da mesi. Il governo britannico sosteneva che le opere erano coperte da un decreto del 1978, ma gli esperti russi affermano che ciò non è sufficiente. Il tutto si inserisce in un clima incandescente fra i due paesi. Da tempo a Londra sono rifugiati personaggi ricercati dai russi, come lex oligarca Berezovskij o il ceceno Zakayev. Anche Aleksandr Litvinenko, ex agente del Kgb, era rifugiato a Londra quando venne ucciso misteriosamente con un isotopo del polonio. Scotland Yard ha chiesto lestradizione di Andrej Lugovoj, anche lui ex Kgb, ma Mosca lha negata. Nei giorni scorsi si è accesa una nuova disputa sulla chiusura da parte delle autorità russe di 12 uffici del British Council. Secondo i russi, lorganizzazione culturale britannica operava illegalmente allinterno dei consolati e non pagava le tasse.