Sembrano lontani i tempi in cui Aldo Natoli e Carlo Melograni tuonavano, dai banchi del Campidoglio, contro la febbrile speculazione edilizia che ha distorto lo sviluppo urbanistico di Roma nella seconda metà del Novecento. Dopo cinquantanni, quelli che allora erano definiti (con snobismo) «palazzinari» sono diventati imprenditori modello della città, promotori di occupazione e testimoni di modernità. Perfino di stile. Lo scaltro Scarpellini, per primo, ha chiamato il celebre Manuel Salgado per progettare il «suo» quartiere della Romanina ed ora i costruttori mettono in fila le archistar internazionali per riempire di funzioni lo spazio che presto sarà lasciato libero, sulla via Cristoforo Colombo, dai capannoni dellex Fiera di Roma. Gehry, Foster, Nouvel, Fulksas, De Portzamparc, perfino Eisenman: architetti purosangue in gara per far vincere ai rispettivi committenti un mega-appaltone di 8oo milioni che ricorda quellaltro di 6oo per la manutenzione delle strade. Ma non bisogna farsi accecare dalle stelle dellarchitettura, che più che artisti ispirati dal nuovo paesaggio socio-culturale romano sono freddi fabbricatori appassionati al proprio business. E lodore dellarrosto ad averli richiamati sulla Colombo, sono le fantasmagoriche parcelle promesse dai costruttori, che a loro volta puntano su colossali guadagni, a muovere le inclite matite. E ricorso al talento delle archistar garantisce che la montagna di metri cubi che sorgerà sulla Colombo sarà di ottima qualità architettonica, chiunque possa essere il vincitore della corsa allex Fiera. È un enorme passo avanti rispetto a quando i costruttori pretendevano di fare business senza neppure tener conto dellestetica, risparmiando in più sullonorario dei progettisti. Ma si tratta di una autentica svolta culturale e professionale, di un costoso adeguarsi alle necessità del mercato immobiliare, o addirittura del sintomo di una nevrosi? Per essere chiari: di quel freudiano contrappasso che induce luomo a rimuovere le male intenzioni con ripetute dichiarazioni di buoni sentimenti? Il nuovo «mattone col pennacchio» è probabilmente un po di tutto questo.