L'idea parte da Pistoia ed è targata Domus Energia. Previsti investimenti per almeno 700 milioni Realizzare un'ottantina di torri del vento in mezzo al Tirreno con l'obiettivo finale, raggiungibile per gradi, di coprire il fabbisogno energetico dell'intera regione. Un progetto ambizioso di eco-business che incute timori e rispetto. La società pistoiese Domus Energia ci crede fino in fondo, tanto da essere disposta ad investirci almeno 700 milioni di euro. Domus Energia è figlia del gruppo immobiliare Studio Domus, che dal 1998 si occupa di strategie di costruzione, gestione e sviluppo dei patrimoni immobiliari, prediligendo le soluzioni innovative ed ecologiche. L'idea di puntare sull'energia eolica è nata nello scorso febbraio, grazie anche alle esperienze maturate nel campo immobiliare in Paesi del nord-Europa, in particolare la Danimarca. A tenere le fila di Domus Energia sono Roberto Iacono, direttore e Stefania Nizza, responsabile per il marketing e lo sviluppo. «Abbiamo un pool di una ventina di tecnici fra ingegneri, biologi ed altri professionisti che si stanno occupando incessantemente del progetto - esordisce Patrizia Nizza - Siamo costantemente in contatto con nostri corrispondenti e ditte partner all'estero per studiare le soluzioni migliori, che meglio si adattano al mar Tirreno». I problemi vengono dall'impatto ambientale e dalla necessità di rispettare una serie di normative regionali, nazionali ed europee. «Abbiamo scelto l'eolico off-shore, cioé in mare aperto, perché in una regione come la Toscana è molto meno impattante rispetto a quello in-shore. Altro vantaggio: sul mare il vento è più costante. Prevediamo obiezioni e proteste, ma stiamo lavorando per diminuire al massimo l'impatto e, attraverso i nostri biologi, per contribuire al ripopolamento della fauna ittica». Le coordinate precise per ora sono top secret. «Non possiamo dire ancora dove verranno localizzate le torri - prosegue l'imprenditrice pistoiese - anche perché il progetto è in divenire e dobbiamo tener conto di tutta una serie di vincoli e parametri. Sicuramente saranno quattro aree diverse tra loro, corrispondenti ad altrettanti campi eolici, ciascuno comprendente una ventina di torri. Ci sono state fatte proposte molto interessanti da alcune aziende: c'è la possibilità di avere torri calibrate per il Tirreno, in grado di produrre 4 megawatt l'ora ciascuna invece dei 2 delle torri attuali. Questo dimezzerebbe il numero delle torri e quindi l'impatto». Ogni campo eolico non sarà visibile dalla costa, da cui disterà almeno venti miglia. La profondità delle aree marine sarà piuttosto bassa: non più di trenta metri. Sono state scelte zone lontane dalle rotte di navigazione mercantile e civile ed anche quella diportistica non verrebbe disturbata: «Ogni campo occuperà un'area di 3-4 chilometri e fra una torre e l'altra deve esserci una distanza di almeno 500 metri. Ogni torre sarà supersegnalata». I tempi di realizzazione? «Andremo per gradi, consentendo all'iter buocratico di fare il suo corso. Con un solo campo eolico già riusciremmo a rendere autonoma l'isola dell'Elba e portare energia a Livorno. Il lavoro di per sé non comporta tempi lunghi: utilizzando navi che vengono dal Mar del Nord abituato alle tempeste, saremmo in grado di sollevare una torre in 90 minuti». Il progetto è stato presentato al ministero dell'Ambiente e sono in corso confronti con la Regione per valutarne l'impatto ambientale.