Oggi lassessore Oddati presenterà in Comune il piano I padiglioni rivivranno con le delegazioni Il simbolo: la fontana la proposta: la zona ovest trasformata a forma di Y ------------------------------------------------------ Tira e tira, il grande evento è piovuto su Napoli. Bisognerà aspettare il 2013 per parlare di riscatto nellimmagine della città. Ma cè un posto dove il conto alla rovescia è già cominciato. È la Mostra dOltremare: non solo base logistica quasi "chiavi in mano" del Forum delle Culture assegnato a Napoli, ma, con i suoi 600 mila metri quadrati di storia dellarchitettura semisconosciuta, polo strategico e propositivo per una buona fetta del futuro della zona occidentale, anche dopo il 21 luglio 2013, a Forum concluso. Già due riunioni a Palazzo San Giacomo - la prima con Nicolais, la seconda con il sindaco Iervolino e con Oddati e Di Palma. Il presidente dellente Mostra dOltremare, Raffaele Cercola, riceve lincarico di preparare un documento che poi è stato presentato a Prodi. E ora è su quello che si lavora. Lassessore Oddati lo presenta oggi al Comune. «Al governo è piaciuto e lha appoggiato. Parla di contenuti, prima ancora che di aree». Lidea per il Forum tiene fede a quanto ha detto a Barcellona due giorni fa da Oddati: «Un grande incontro sui temi della pace, della conoscenza, dello sviluppo sostenibile, della cultura». «Il nostro valore aggiunto è la storia - prosegue Cercola - Nel mondo siamo conosciuti per larcheologia di Pompei ed Ercolano. Io vorrei che quella fosse loccasione per creare un enorme parco archeologico temporaneo con una mostra di reperti di civiltà comparate. La Mostra dOltremare nasce come grande area di esposizione, con padiglioni divisi per aree geografiche. Penso a un confronto mai visto prima tra la civiltà egiziana e quella indiana, ad esempio, unite da sfingi e piramidi eppure così diverse. Una mostra con importanti reperti dedicata a Ceylon, una al Messico e al Guatemala (nel Cubo dOro). Il titolo "La memoria del futuro" invita anche a guardare avanti: i temi della conservazione, dei materiali, della ricerca, insomma il futuro del nostro passato». Non è un caso che tra le proposte di aree, abbia vinto quella occidentale. «Abbiamo già il Teatro Mediterraneo, lArena Flegrea, la fontana o la Torre delle Nazioni, che potrebbero diventare il simbolo del Forum. I padiglioni rivivranno con le delegazioni». E il presidente Cercola annuncia unaltra novità: ha appena firmato con Bassolino e Adriano Giannola, presidente dellIstituto Banco di Napoli - Fondazione, latto di nascita del Museo dellArchitettura, che ospiterà nei due edifici denominati "le Stecche", vicino al Padiglione dellAmerica Latina, le architetture realizzate nel XX secolo. Due domeniche fa i delegati spagnoli del comitato organizzativo del Forum sono stati in visita a Fuorigrotta, portando a casa unimmagine della Mostra in piena attività: cera la mostra felina e quella dellantiquariato e Cercola li ha colpiti con gli effetti speciali della fontana accesa e le preziosità del Teatro Mediterraneo (il decoro delle balaustre realizzato con le sfere di Venini ha molto colpito una dei commissari appassionata di vetro di Murano). «È una grande Y: il piede è la Mostra, gli altri due bracci sono lippodromo e Bagnoli sul mare. Al centro cè la stazione del metrò che porterà la firma di Francesco Venezia». Il grande architetto sarebbe entusiasta di progettare anche la sistemazione di tutto il piazzale Giochi del Mediterraneo, zona da sempre irrisolta, intorno alla quale orbitano piscina Scandone, zoo, Palasport e tennis. «Anche il Palasport è fermo al progetto avviato con lassessore Parente». Zoo, Edenlandia e Cinodromo sarebbero funzionali a una Città dei Ragazzi come quella creata anche a Monterrey, ultima sede del Forum delle Culture. Ci sarebbe poi il Collegio Ciano, area attualmente occupata dalla Nato, con contratto fino al 2009-2010. Cercola ci batte su da sempre. «Tre anni per la riconversione - osserva - dormitori e servizi per 4000 ragazzi, campi di calcio, piscina, un teatro da 1400 posti quasi gemello del Mediterraneo, persino una chiesa. La collina retrostante potrebbe ospitare un campeggio panoramico. Dopo il tutto diventerebbe unutile area per lo "startup". E da Bagnolifutura basterebbe che fosse realizzato il campeggio e gli 800 posti letto del progetto». Difficile, ma non impossibile, è diventato il motto della Mostra dOltremare.