Limpegno di Rutelli "Entro la fine del 2008 i lavori di restauro saranno completati" Ieri la riapertura parziale del contenitore chiuso da sette anni e visitabile da subito ------------------------------------------------------------------------------- Finalmente Taranto riabbraccia gli ori e i gioielli dei fasti della Magna Grecia. Riapre infatti oggi al pubblico il Museo archeologico nazionale, MarTa nella nuova denominazione. Ieri linaugurazione alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli: «È una pagina nuova per il futuro della città, siamo pronti a finanziare i lavori che servono per la riapertura totale. Vogliamo rendere Taranto ed il suo museo appetibili per i turisti come Bilbao ed il Guggenheim». Venti milioni di euro, tra fondi del Ministero dei beni culturali e comunitari, per unattesa durata sette anni. Il Museo nazionale archeologico di Taranto diventa "MarTa" e da oggi risorge a nuova vita dopo essere stato chiuso dal gennaio del 2000. Almeno rinasce il primo piano della struttura, diciassette sale che coprono un periodo che va dal IV secolo avanti Cristo sino allEtà Bizantina, un percorso cronologico che inizia dallipogeo delle Cariatidi di Vaste e tocca il suo apice con i celebri Ori di età ellenistica. «Il segno della riscossa di Taranto, una pagina nuova per la città» ha detto il vicepremier e ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, che ieri è intervenuto allaffollatissima in duecento tra giornalisti, politici ed altri invitati - cerimonia di apertura. «Un museo che ripercorre la storia della capitale della Magna Grecia, e che entro la seconda metà del 2009 sarà riaperto completamente. Ci impegniamo a reperire i due milioni di euro che servono per far diventare questo museo il più importante del Mediterraneo, e ci metteremo la stessa determinazione usata per il Petruzzelli che riaprirà il giorno di San Nicola del 2008». Rutelli ha azzardato un paragone ardito. «In Spagna, in mezzo ai Pirenei, cera una città industriale, depressa sotto il punto di vista economico e culturale. Bilbao. Hanno aperto il museo Guggenheim, ed è diventata uno dei luoghi più attrattivi dEuropa. Vorremmo che Taranto diventasse lo stesso». Magari, anche grazie al museo del mare che potrebbe essere la nave Vittorio Veneto. «Verificheremo come realizzarlo, già a partire dai prossimi mesi». Cè già una data, il 2011. Ma ieri era il giorno di MarTa. «Venti milioni non sembrino troppi spiega il sovrintendente per i Beni Archeologici della Puglia, Andreassi. Stiamo parlando di un contenitore di eccezionale importanza, che una volta ultimato abbraccerà la storia di Taranto dalla Preistoria, dal Primo Neolitico». Di "giornata storica" parla anche il sindaco, Ippazio Stefàno, mentre il presidente della Regione Nichi Vendola sottolinea la soddisfazione per non essere dovuto venire a Taranto «non per una delle consuete tragedie, ma per un motivo dorgoglio». Attraversando le sale del museo, la cosa che colpisce maggiormente è lintegrazione tra la mole dei reperti e la tecnologia utilizzata per renderli accessibili al grande pubblico. Monitor al plasma e schermi touch screen illustrano storia e caratteristiche della Taranto fiorente colonia spartana, il tutto attraverso una esposizione basata non sulle classi di materiali ma attraverso un percorso cronologico. Sugli schermi si alternano anche ricostruzioni dei contesti ed architettura dalla città fondata da Taras. Icona di MarTa restano, ovviamente, gli Ori. Oggi lo "schiaccianocciole" e gli altri gioielli che in età ellenistica adornavano le donne taratine tornano in pieno possesso dei tarantini, dopo essere stati prima della chiusura del museo gli ambasciatori della città del mondo, arrivando ad essere esposti sino in Giappone e facendo da musa ispiratrice per una collezione dello stilista Trussardi. E tantissimi i tarantini, magari incuriositi dalle telecamere e dalla ressa di stampa e autorità, che si sono assiepati in piazza Garibaldi, dietro le porte dellex convento dei Frati Alcantarini costruito dopo la metà del XVIII secolo e che dal 1887 ospita il museo archeologico nazionale. Per loro, ieri, gli ingressi sono rimasti chiusi. Ma la certezza è che da oggi, da quando MarTa aprirà alla città, avranno tutto il tempo che vorranno per tornare ad affollare le diciassette sale del museo (lapertura tutti i giorni dalle 8,30 alle 19,30; info www.museotaranto.it).
PUGLIA - Taranto riscopre il suo tesoro Così Taranto riscopre gli ori della Magna Grecia
Il Museo archeologico nazionale di Taranto, noto come MarTa, è stato riaperto al pubblico dopo sette anni di chiusura. La riapertura è stata inaugurata dal vicepresidente del Consiglio e ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, che ha affermato che il museo sarà finanziato con 20 milioni di euro e che il suo obiettivo è diventare uno dei luoghi più importanti del Mediterraneo. Il museo copre un periodo cronologico che va dal IV secolo a.C. al periodo bizantino e include reperti come gli Ori, considerati icona di MarTa.
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