La commissione ai Beni culturali ha cancellato i vincoli imposti dalla Soprintendenza SASSARI. Il tappo salta, si apre il panorama verso il mare. Il ministero ai Beni culturali dà ragione all'amministrazione comunale: il vincolo sull'ex hotel Turritania in porta Sant'Antonio decade. Il palazzaccio potrà essere abbattuto, il piano urbanistico comunale è libero di tessere la sua tela di strade e parchi. Non ci sono ancora conferme ufficiali (attese per oggi), ma la conclusione della tormentata vicenda appare praticamente scontata. La commissione ministeriale, alla quale aveva presentato ricorso Palazzo Ducale, avrebbe trovato più di una crepa nel muro eretto dalla Soprintendenza in difesa dell'edificio abbandonato da anni. Il vincolo, in sostanza, non avrebbe ragione di esistere: l'ex albergo, costruito nei primissimi anni '50, non è considerato di valore storico e architettonico tale da giustificare lo stop alle ruspe. Il contrario di quanto affermato nel dicembre del 2006 dal direttore regionale dei Beni culturali, Paolo Scarpellini, che definì il Turritania "bene da tutelare in quanto testimonianza di un'epoca". I paletti imposero l'alt alla demolizione deliberata dal consiglio comunale nel 2005. A quel punto si aprì la partita, giocata dall'amministrazione insieme all'architetto Bruno Gabrielli, lo stratega del Puc. Insieme hanno scardinato pezzo dopo pezzo il castello messo su dalla Soprintendenza. Nel ricorso presentato alla commissione, è stata riepilogata la storia dell'ex albergo. Che nacque come sede dell'Eca (Ente comunale di assistenza). Si è scoperto che quando all'architetto Vico Mossa fu chiesto di redigere il progetto, sollevò più di una questione sull'opportunità del sito. I dubbi furono messi nero su bianco in una lettera nella quale Mossa paventava il rischio che l'edificio ostacolasse il futuro sviluppo urbanistico della città. L'architetto fece anche un'altra obiezione. Disse che la costruzione andava contro lo strumento urbanistico vigente: il piano regolatore prevedeva un'area verde, non volumetrie. Vico Mossa non venne ascoltato e dovette preparare il progetto del Turritania, senza che l'amministrazione predisponesse una variante al piano urbanistico. Quello che, di fatto, è tuttora un abuso edilizio, venne concepito inizialmente come una struttura a due piani, per la quale furono utilizzati materiali e rifiniture di pregio. Alla fine degli anni '50 l'edificio venne acquistato da un imprenditore che decise di trasformarlo in albergo. E ne dispose la sopraelevazione: sulle volte a botte in trachite di Vico Mossa spuntarono altri due piani fatti in economia, utilizzando materiali scadenti e in base a un progetto che niente in comune aveva con quello iniziale. Negli anni '60 l'hotel Turritania chiuse e iniziò il suo declino. Terra di conquista per vandali, rifugio per senzatetto. Qualche anno fa l'amministrazione comunale provò a metterci una pezza, per restituire un'apparenza di decoro superficiale: la facciata venne coperta con un enorme telone dedicato alla faradda dei Candelieri del 14 agosto. La giunta guidata dal sindaco Gianfranco Ganau, subito dopo il suo insediamento ha iniziato la battaglia sull'ex Turritania. La volontà di demolirlo, motivando la scelta in chiave di sviluppo urbanistico, si è arenata di fronte ai vincoli emessi dalla Soprintendenza ai beni architettonici. La commissione ministeriale si è trovata ad affrontare la questione e non ha nascosto un certo imbarazzo nel dover mettere in discussione le scelte di una sua «costola». Probabilmente anche per questo la decisione si è fatta attendere a lungo. I primi spiragli sono arrivati il 20 novembre scorso: la commissione ha chiesto a un esperto di sentire le parti in causa e mettere sulla bilancia i pro e i contro. Caterina Giannatanasio, docente di restauro all'Università di Cagliari, ha analizzato a fondo la questione. Nel frattempo c'è stato un incontro dal quale è emerso il passo indietro della Soprintendenza sulla decisione presa un anno fa da Scarpellini. L'attuale soprintendente Stefano Gizzi ha proposto al sindaco Ganau e all'architetto Gabrielli di affidare a un concorso di progettazione dell'area di porta Sant'Antonio la scelta sul futuro dell'ex Turritania. Una bella idea, impossibile però da realizzare in presenza del vincolo sull'abbattimento che metterebbe i freni alla fantasia dei partecipanti. La commissione ora fa cadere anche gli ultimi paletti. Il concorso si farà e sarà inquadrato nell'immagine dell'area disegnata dal Puc. Uno spazio aperto che collega la parte bassa del centro storico con la strada verso il mare. Un parco lineare urbano, un corridoio lungo sei chilometri di aree verdi, servizi e aree sportive, che da porta Sant'Antonio arriverà dopo San Giovanni, correndo parallelo all'attuale asse ferroviario. Binari che, un domani, saranno calpestati da Sirio.
Istituzioni, Europa, Enti Locali: Il Ministero dice sì al Comune, il Turritania sarà abbattuto
La commissione ai Beni culturali ha cancellato i vincoli imposti dalla Soprintendenza SASSARI, permettendo di demolire l'ex hotel Turritania in porta Sant'Antonio. Il palazzaccio potrà essere abbattuto e il piano urbanistico comunale è libero di tessere la sua tela di strade e parchi. La decisione è stata presa dopo una lunga vicenda, in cui la commissione ministeriale ha trovato più di una crepa nel muro eretto dalla Soprintendenza in difesa dell'edificio abbandonato da anni. Il vincolo non avrebbe ragione di esistere, poiché l'ex albergo non è considerato di valore storico e architettonico tale da giustificare lo stop alle ruspe.
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